Tav: parte V, la riconferma!

18 Gennaio 2009

La decisione del Governo di riconfermare l’architetto Virano alla guida dell’Osservatorio, unendola al conferimento di poteri “progettuali” in capo all’Osservatorio stesso, annuncia prospettive preoccupanti.

Sembra così, infine, sia stata gettata la maschera che ritraeva l’Osservatorio quale luogo di confronto ed analisi dei trasporti commerciali, mostrando il duro volto di una struttura che si annuncia luogo di decisione unilaterale: entro il 2010 il progetto deve essere redatto a prescindere in merito ad utilità o meno dell’opera.

Si segnano in tal modo parecchi passi indietro: il Governo sembra volerci riportare bruscamente al 2005, all’epoca del duro confronto, in Valle di Susa, tra popolazione e Forze dell’ordine.

Credo che siamo innanzi all’ennesima scelta scellerata fatta nei confronti dell’ormai “nauseante”

tema TAV.


CRISI FINANZIARIA: IL PUBBLICO DIA, MA CHIEDA ANCHE CONTO

14 Ottobre 2008

Abbiamo assistito al rialzo dei titoli quotati in borsa: dopo il crollo globale della scorsa settimana, ora pare affacciarsi un lento recupero. Evidentemente la bolla speculativa virtuale, oramai inerente gran parte del volume di affari del mercato mondiale, colpisce continuamente  lasciando sul campo molte vittime tra i più deboli, i meno garantiti. 

Probabilmente il “riprendersi” delle borse è anche frutto degli interventi, statali e regionali, di sostegno alla finanza, all’economia ed al sistema bancario. Un sostegno che giunge nello stesso istante in cui migliaia di torinesi  vedono, drammaticamente, pignorato il loro alloggio, ed il loro futuro, a causa dei pesanti mutui a tasso variabile di cui sono gravati. 

Così rischia di consumarsi la beffa: i cittadini mettono i loro risparmi in banca, obbligati dagli attuali meccanismi di pagamento, la quale in cambio concede bassi tassi debitori applicando al contempo tassi creditori al limite dell’usura verso gli sottoscrittori di mutui. Il cittadino è così spremuto e quando il sistema crolla, per manifesto egoismo cinico del sistema finanziario, egli corre al salvataggio tramite i versamenti all’erario che annualmente versa con fatica.  

Il sistema pubblico aiuta, con soldi pubblici, il privato meritevole, ma a fronte di questo salvagente è necessario stipulare un patto contrattuale: l’impegno da parte delle banche di rivedere i tassi applicati ai mutui, abbassandoli a livelli di sostegno alle persone; inoltre la garanzia da parte dell’impresa che colti i contributi, non si chiuda l’azienda per dirigersi in porti esteri lasciando a casa i lavoratori. Elementi fondamentali per dare un po’ di regia pubblica ad un sistema che da solo non si corregge, anzi soffoca spesso ogni illusoria fiducia nei suoi riguardi.


SOPRALLUOGO AL SITO NUOVO OSPEDALE VENARIA – UN SOGNO CHE DIVENTERA’ PRESTO REALTA’

3 Ottobre 2008

Il Gruppo Consiliare del Prc di Venaria ha organizzato quest’oggi un sopralluogo al sito dove verrà costruito il nuovo ospedale. Alla visita hanno partecipato l’Assessore Regionale alla Sanità Eleonora Artesio, il Direttore Generale dell’Asl TO3 Giorgio Rabino, il Sindaco Nicola Pollari, il Consigliere Regionale del Prc Juri Bossuto e l’Assessore ai Lavoro e Attività Produttive di Venaria Rosa Perrone, oltre ai consiglieri comunali del Prc venariese.

“Abbiamo dapprima visitato la vecchia struttura – spiega Bossuto – e verificato sia le piccole opere di miglioramento che sono state approntate sia le criticità esistenti: uno spazio soffocante, luoghi difficilmente raggiungibili, poca praticità della struttura”.

“In seguito ci siamo spostati a visionare l’area dove sorgerà la nuova struttura. Nonostante i molti e giusti vincoli urbanistici esistenti data la vicinanza del parco, sembrano ci siano tutti i presupporti affinché il nuovo ospedale venga realizzato in tempi brevi. Non passeranno molti anni prima che i cittadini possano godere di una struttura ospedaliera moderno, efficiente e funzionale ad una città importante e in grande rilancio come Venaria. Finalmente il sogno dei venariesi sta per diventare realtà: i cittadini beneficeranno di questo intervento nei decenni a venire”.


BOLLINO QUALITA’ TELEVISIVA, BUONA IDEA MA CON QUALCHE LACUNA

3 Luglio 2008

Oggi ho assistito al seminario organizzato dal Corecom che aveva il compito di illustrare il bollino di qualità televisiva. Ritengo l’iniziativa molto interessante, un passo avanti verso una televisione locale commerciale ma anche di servizio pubblico. Legare questo obiettivo ad incentivi economici può essere utile, ma se leghiamo il quadro complessivo in una visione spicca una lacuna che andrebbe al più presto colmata.

 

Quale premessa va detto che il monitoraggio-qualità copre le trasmissioni tv solo fino alle 22,30 e non pone giudizi  sulla qualità anche della pubblicità.

 

Quindi il rischio è quello che magari, in futuro, alcune emittenti che hanno meritato il bollino qualità, possano però trasmettere pubblicità ingannevoli al limite della truffa ai danni dei cittadini e, di notte, spettacoli poco edificanti: un quadro triste che potrebbe danneggiare la serietà dei molti che lavorano con professionalità.


RIFLESSIONI SULLA RIFORMA DELLE COMUNITA’ MONTANE

16 Giugno 2008

Le Comunità Montane da anni rappresentano la voglia di decentrare il sistema amministrativo, garantendo un  punto di riferimento e la rappresentanza delle valli montane nella gestione della cosa pubblica.

La loro istituzione, avvenuta in seguito alla nascita dei Consigli di Valle, ha segnato il riconoscimento della necessità di coordinare la azioni di sviluppo economico delle aree definite marginali rispetto ai grandi insediamenti abitativi: le città.

Per molti aspetti la costituzione degli organismi di valle, ricordano il sorgere delle circoscrizioni amministrative cittadine, ossia enti del comune attui ad avvicinare i cittadini alla pubblica amministrazione: sia nella formazione delle scelte riguardanti il territorio, sia nel seguire lo svolgere degli atti deliberati dai consigli comunali e poi dalle proprie assemblee.

Negli anni le Comunità Montane sono cresciute come professionalità e competenze, le quali, seppur ancora minime,sono state di fatto incrementate dalle realtà più attente e meglio organizzate sino a comprendere oltre i servizi associati, soprattutto quelli rivolti al sociale, anche vere e proprie progettualità di sviluppo del territorio.

I costi dell’apparato non sono elevati, come nei quartieri, seppur una razionalizzazione delle medesime, specialmente le più minute, può sembrare utile ad una loro maggior efficacia: guardando però sempre all’omogeneità delle arre accorpate. Ogni riferimento alla loro eliminazione totale, come sembra proporre oggi il Governo, temo si traduca non nell’annunciato risparmio, ma solo nell’ennesima occasione mancata di decentramento  reale.

Nell’attimo della riforma regionale riterrei utile affrontare un argomento che sembra nascosto nell’ombra del non detto: mi riferisco all’opportunità o meno di un’elezione diretta, ossia popolare, di consiglio e presidente delle Comunità Montane. Possibilità, a mio giudizio, non scartata a priori dalla stessa normativa nazionale e che consentirebbe di dare una efficacia maggiore all’organismo stesso.

I consigli eletti garantirebbero la presenza di tutti i comuni e, con il sistema proporzionale ed indicazione per liste alleate del presidente, anche la possibilità per tutte le liste di accedere all’assemblea in tempi che prescinderebbero dal destino dei singoli consigli comunali.

Inoltre allo stato attuale delle competenze dei comuni e delle comunità, non si avrebbero sovrapposizioni di cariche e neppure uno svilimento dei sindaci che, al contrario ne sarebbero rafforzati nell’opera amministrativa. Un po’ di ombra potrebbe al limite scendere sulle province, ma il riordino nazionale delle funzioni potrebbe porre rimedio anche a questo.

Poche riflessioni per un tema che sembra destinato a far parlare di se ancora per lungo tempo, quindi non risolutive, ma esclusivamente spunti su cui dibattere. Mannaie permettendo.


MILITARI NELLE CITTA’, USO ANTICOSTITUZIONALE DELL’ESERCITO DA DOMANI SAREMO TUTTI MENO LIBERI

13 Giugno 2008

Apprendiamo della scelta del Governo di usare l’esercito, affiancato alla polizia, per la vigilanza della strade della città. Riteniamo questa misura assai preoccupante frutto di un senso della insicurezza basato più su una costruzione artificiale che su sensazione reale. Fa raggelare  il sangue l’immagine delle nostre città che di colpo vanno a somigliare a Belfast degli anni ’70 o alle capitali sudamericane dopo i golpe militari.

 

Il problema sicurezza, laddove c’è, è ben lontano per fortuna da quello disegnato dal populismo in questi mesi e si può risolvere dotando la polizia sia di mediatori culturali che di strumenti di investigazione. Non certo spendendo importanti risorse per un uso dell’esercito anticostituzionale, non idoneo ai compiti per cui questi uomini sono sati addestrati.

 

L’esercito non può che avere un ruolo repressivo, già dubbio nella Sicilia della lotta contro la mafia ed ancora più incerto in quella che dovrebbe essere alla fine la battaglia populista contro micro-criminalità.

 

Di certo da domani saremo tutti un po’ meno liberi. Soprattutto  le persone che non commettono e non hanno mai commesso reati.