«Ormai siamo alla vigilia dell’emergenza sanitaria»

10 Settembre 2008

Intervista su La Stampa di Gianni Giacomino

Qualche settimana fa, Yuri Bossuto, consigliere regionale di Rifondazione comunista, aveva presentato un interrogazione inerente la presenza di rifiuti abusivi in provincia. Presenza confermata dalle segnalazioni dei lettori de La Stampa.

È un problema grave?
Certo, perché da tempo si nota la pessima abitudine di utilizzare le piazzole di sosta a lato dei percorsi stradali quali aree rifiuti abusive: si inizia con un sacchetto per finire a mucchi ingestibili fatti di scarti organici e vecchi elettrodomestici.

Esiste un rimedio?
Il controllo del territorio, da parte di chi ne ha competenza, è cosa essenziale per evitarne il degrado unito al cattivo uso di spazi collettivi. È cosa buona conoscere il territorio che si amministra, come sindaco o responsabile della gestione di aree pubbliche, cosicché intervenire prontamente al primo segnale di cattivo uso dello stesso da parte di chicchessia.

Si rischia l’emergenza?
A forza di distrazione, carenza di fondi o semplice interpretazione restrittiva delle proprie competenze, siamo ora alla vigilia di una emergenza anche sanitaria.


QUARTIERI, NON SI RISPARMIA TAGLIANDOLI MA RENDENDOLI PIU’ UTILI

10 Luglio 2008

Strano Paese il nostro. Mentre si decidono di tagliare posti di lavoro in Comune e Circoscrizioni, al contempo si spinge per destinare molti milioni di euro alla Tav, opera faraonica dalla dubbia utilità.

 
Contraddizione resa ancor più ampia dal rapporto dell’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici che indica procedure non certo incentrate sul risparmio per quanto riguarda le opere olimpiche (la cui ricaduta economica è stata decisamente iniqua per la gente) e, tanto per cambiare, la Tav, opera la cui spesa è lievitata quasi del doppio laddove già funzionante (con grande incremento economico del general contractor).

 
Allora ci chiediamo se qualcuno non allineato non faccia bene a democrazia e finanze statali. Non credo si risparmi tagliando i quartieri, unico organi vicino ai cittadini, ma rendendoli utili magari tramite la proposta di riforma già redatta nel 2004/05 dai Presidenti coordinati da Eleonora Artesio e, magari non gridando al tradimento verso quei pubblici amministratori che, per quanto concerne la Tav, qualche meditazione se la pongono sull’utilità costi/benefici dell’opera stessa.


CHIEDO UNA MORATORIA PER LA CITTA’ PER UN ANNO SOLO PROGETTI CONDIVISI

11 Giugno 2008

Non mi ritengo un conservatore, neppure persona legata allo status quo immutabile. Da tempo si parla di una Torino che cambia, che si modifica; in passato si annunciava il Ge.Mi.To, ossia l’unione dei tre grandi capoluoghi del nord ovest.

 

Oggi si guarda a orizzonti fatti di città satellite, a sogni da metropoli. Forse il sogno di noi tutti sarebbe quello di una Torino viva, non solo da bere e consumare, ma che sappia mescolare sviluppo a condizioni di esistenza a dimensione umana per tutti i suoi cittadini.

 

Su questa premessa chiedo una “moratoria” per la città, un atto di pace che unisca la periferia al centro storico; chiedo che per un anno almeno i progetti di sviluppo cittadino tengano anche conto di chi abita a Torino: delle sue condizioni quotidiane di vita e delle sue speranze. Chiedo che si ridiscutano le sopraelevate di memoria bostoniana sia per il futuro progetto di metropolitana in Mirafiori Nord  sia per Corso Marche. Chiedo che la città torni a respirare, dando anche un segnale a Piazza San Carlo, gioiello di architettura, eterno cantiere ed attualmente vetrina commerciale imbarazzante. Per un anno progetti condivisi per la città ed i suoi abitanti, prospettive architettoniche libera da improbabili grattacieli o parchi divertimento quale il motoscafo parcheggiato davanti al Cavallo di Bronzo.