Dipendenti Aviapatner: profondamente deluso per assenza Regione.

28 Gennaio 2010

“Sono profondamente deluso – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC Piemonte - per come si è chiusa la verifica svolta oggi in Prefettura in merito alla cassa integrazione, e prossimo licenziamento, dei 24 dipendenti di Aviapartner aeroporto di Caselle.

Sia in comune a Torino, che in Regione è stata votata una mozione che prevede il reintegro dei lavoratori in conseguenza ai grandi investimenti pubblici che si dirottavano sullo scalo torinese.

Il mandato, diretto alle giunte, era chiaro, ma non è stato assolutamente perseguito. Non è questa una vicenda da lasciare solo agli ammortizzatori sociali, tra l’altro il settore era presente alla riunione in cui spiccava però l’assenza di chi doveva proporre un rilancio del lavoro e non del solo welfare, ma va presa in carico da chi può e deve intervenire per dare seguito al volere del Consiglio Regionale.

Francamente mi sconcerta tanto disinteresse in merito, a cui però corrisponde un interesse a tutto piano esclusivamente per la TAV. Credo sia questo il segnale della necessità di uscire dagli slogan utopistici per tornare ad occuparsi dei problemi reali.

Con un po’ meno fiducia di ieri, attendo risposte ed azioni congrue alla gravità della situazione, che non si limitino a dire ai lavoratori, assunti a tempo indeterminato, di accettare l’ingresso in una cooperativa di servizi.

  

 


Areoporto di Caselle: servizi esternalizzati e lavoratori a casa!

2 Gennaio 2010

Il Consiglio Regionale ha approvato una mozione, di cui sono primo presentatore, che impegna la Giunta ad attivarsi, in tutti i modi possibili, per il reintegro immediato dei lavoratori di Caselle messi in Cassa Integrazione da Aviapatner. 

L’approvazione della medesima può risovere e fare luce su un situazione difficile ed imbarazzante per le Istituzioni pubbliche, le quali hanno assistito quasi immobili alle gravi vicende che hanno segnato i lavoratori dedicati ai servizi dell’aeroporto: vicende che vedono il loro avvio nel 2001, anno in cui sono stati liberalizzati i servizi presso l’aeroporto “Sandro Pertini”, ed il loro triste epilogo oggi con la collocazione in cassa integrazione straordinaria 24 suoi dipendenti da parte di Aviapatner,  a causa della scelta di esternalizzare a cooperative la propria attività. Una ricerca di profitto ancora una volta attuata sulle spalle dei lavoratori, e proprio nel momento in cui l’aeroporto incrementa voli e passeggeri. 

Alla luce della scelta operata  dalla Regione Piemonte di investire 6 milioni di euro in tre anni, per il rilancio dello scalo di Caselle, ritengo opportuno vincolare qualsiasi investimento pubblico anche alla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali esistenti: a tale obiettivo ieri il Consiglio ha vincolato nel suo agire la Giunta stessa. 

Mi auguro che il nuovo anno porti ai lavoratori Aviapatner di Caselle la speranza in un futuro possibile per loro e le proprie famiglie


Aviapatner, Eutelia: quando comanda profitto ed irresponsabilità.

15 Novembre 2009

La vicenda Aviaptner è emblematica di un modello attuale di gestione aziendale tutto proteso a risparmiare esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. Aviaptner è stata senza scrupoli nello scrivere un nero futuro per i 24 lavoratori, alcuni già Sagat, che la medesima ha deciso di lasciar a casa nel quasi assoluto silenzio delle istituzioni.

Tutto era pronto in Aviaptner per esternalizzare il servizio ad una cooperativa poi rilevatasi non nella possibilità immediata di farlo, ed allora ecco che i dipendenti ritornano ad essere utili all’azienda e li si richiama in servizio.

Ancora una volta non si può che evidenziare il senso di responsabilità dei lavoratori che, solo volendolo, potevano bloccare Caselle per settimane. Al contempo però non si può evitare di sottolineare anche l’ottusa cecità di chi, Aviaptner ed istituzioni pubbliche, ha permesso un atto immorale di questo tipo. Oltre al futuro di 24 famiglie si va a compromettere l’immagine della nostra Città e della Regione. 

Molte di più sono, invece, le famiglie coinvolte nella dismissione di Eutelia. Dismissione voluta ed attuata ad hoc da una sorta di società taglia teste, ossia un’azienda quasi fantasma che acquista il ramo d’azienda Eutelia con il solo fine di chiudere e licenziare i lavoratori.

Da mesi i dipendenti Eutelia non vedono lo stipendio e neppure si sa a chi chiederlo: i fondi internazionali mascherano la proprietà che di fatto diventa non rintracciabile: situazione paradossale e senza senso frutto di leggi altrettanto assurde. 

Intanto i lavoratori Eutelia, con Phomedia ed altre ditte legate alla telefonia,  in Piemonte, come nel resto del Paese, occupano le sedi di lavoro guardando con apprensione ad un probabile taglio di luce nelle strutture o, peggio, un incursione squadristica come è avvenuto a Roma.

Non è più tempo di guardare altrove, occore guardare negli occhi chi consente situazioni di questo tipo.