Chivasso: si oscuri ciò che non garba al Sindaco.
13 Settembre 2009“La decisione del Sindaco di Chivasso Bruno Matola di vietare la rappresentazione su Mara Cagol provoca inquietudine e disagio. Il comune dimostra di avere un rapporto ambivalente con la cultura: da una parte il Sindaco accoglie e promuove iniziative con una matrice decisamente di destra, dall’altra pare meno sensibile laddove l’attività culturale del suo comune si pone più lontana dal suo punto di vista ideologico. Al punto di dare vita ad atti dal sapore inquisitorio”.“Purtroppo, visti i precedenti, non stupisce che la forbice censoria del sindaco sia caduta su di un opera teatrale dal sapore storico e non certo apologetico, su una vicenda che narra i fatti avvenuti in anni in cui questa Italia era attraversata da fenomeni di rivolta armata. Tra questi si innesta sicuramente la vicenda di Mara Cagol, tra le protagoniste delle Brigate Rosse, che in teatro si voleva narrare tra sfaccettature storiche e personali e non solo politiche”.“Il fatto di sbarrare la porta del teatro dà l’idea di una amministratore che gestisce il suo teatro con metodi medievale e feudali. Non possiamo che augurarci, proprio in una data significativa come l’8 settembre, che anche su Chivasso scenda la luce della libertà di espressione e parola sancita dall’articolo 21 della Costituzione”.
Scritto da juribossuto.it