Sconcertante proposta, quasi da sciacallaggio, ai danni del Gabrio.

23 Novembre 2009

 

E’ sconcertante la proposta avanzata dall’associazione sportiva Cenisia di inglobare, nelle sue pertinenze, i locali oggi gestiti dal Gabrio.
 
Sconcertante poiché priva di un qualsiasi atteggiamento solidale tra realtà che gestiscono spazi pubblici: Cenisia non è padrona di casa, ma guarda a facili ampliamenti sulle disgrazie politiche di altri. Sconcertante poiché bene evidenzia i meccanismi con cui il Comune privatizza da tempo gli spazi pubblici.
 
Le associazioni sportive sorgono in aree comunali date in concessione; in seguito a tale atto le piccole sopravvivono a fatica nella dimenticanza comunale, mentre quelle grandi – che portano voti tramite la vecchia pratica clientelare – fanno proprie le strutture e i campi impiantando bar, attività varie e costosi corsi: il tutto quasi sempre esente tasse.
 
Così spariscono aree verdi ed impianti sportivi di base (quelli veri) in cui si fa lo sport gratis ed ora spariscono così i centro sociali.
 


Lettera a “La Repubblica”: tra disattenzione e populismo spregiudicato svanisce la libertà di opinione.

23 Novembre 2009

Avendo letto e condiviso in gran parte il servizio apparso su “la Repubblica”, a firma Massimo Novelli, ritengo opportuno un contributo personale al dibattito.   Ho rispettato un periodo di silenzio prima di esprimermi in merito alla recente polemica che, dopo i fatti avvenuti presso la sede locale della PDL, avvolge ancor più centri sociali e movimenti, studenteschi o no TAV essi siano.

Un silenzio dedicato al far placare animi ed intemperanze, nonché all’osservazione di ciò che accadeva nell’opinione pubblica collettiva mentre si aggiungeva, al quadro già di suo disastroso, il commissariamento politico del PD in Valle Susa. Oggi posso affermare che quel che leggo ed osservo allarma la mia mente e le mie attenzioni politiche, poiché sono certo che quella a cui assistiamo rientra nella pericolosa demonizzazione, trasversale, di ogni movimento o realtà non allineata, una demonizzazione che salva solo le aggregazioni della destra estrema le quali hanno dignità piena ed assoluta, per le nostre democratiche istituzioni, di espressione ed occupazione degli spazi cittadini. 

E’ chiaro il lavoro lento, ma inesorabile, diretto a screditare tutto e tutti coloro che si muovono per denunciare opere assolutamente inutili ed immorali, quali la Tav, o riforme assassine per cultura e sapere oltre che per il lavoro come la presunta riforma scolastica ed universitaria. E’ altresì chiaro l’agire assolutamente trasversale, ribadisco, in moto su tale direzione: agire avente l’obiettivo liberticida di zittire tutto quello che disturba il manovratore.  Con questo non mi sottraggo alla critica verso chi provoca ed, al contempo, verso chi cade nelle provocazioni; ed anche nei confronti chi crea, ad arte, climi da caccia alle streghe, vedi alcuni onorevoli legati all’ex area AN, ed a chi rischia di avallarli con atti a volte un po’ troppo emotivi e frutto spesso di trappoline ben congeniate. 

La Libertà, quella vera, nasce da drammi e sacrifici umani: fatiche immense per conquistarla, ma in Italia rischiamo di perderla, seppur senza averla conosciuta appieno, tra atti di disattenzione generale e populismo spregiudicato.  


Scoperto l’arcano: è Ghiglia il vero sindaco di Torino!

15 Novembre 2009

Sono molto preoccupato per la polemica, che di giorno in giorno aumenta, in merito ai centri sociali torinesi, una preoccupazione legata anche al momento assolutamente pericoloso per la democrazia che il nostro Paese sta attraversando da tempo. Non si tratta del solito allarmismo, ma di mille segnali che ci portano ad un revisionismo storico senza precedenti. 

Così assistiamo al paradosso di comuni che promuovono spettacoli inneggianti i fondatori della micidiale, e fascistissima, X MAS; mentre nella centrale piazza San Carlo sabato 12 novembre tra bandiere nere e vessilli falsamente patriottici i neo fascisti di Casapound (ma l’apologia di fascismo è lecita?) volantinano  protetti da ingentissime forze dell’ordine.

 In questo contesto e con i problemi che vive Torino, costretta a vendere i suoi palazzi e gioielli, favorendo opere urbanistiche che fanno cassa svilendo, al contempo, la nostra Città, pare che il padre di tutti i problemi siano i centri sociali, realtà di aggregazione in un contesto istituzionale privo di vere politiche giovanili. Quindi sgomberare tutto sembra la soluzione, chiudere quegli spazi “liberi” pare l’unico atto che distinguerà questa Città prima delle regionali. Un programma più simile quello di Ghiglia che di una giunta di centro sinistra. Un atto che segna la resa agli slogans da tempo gridati dall’estrema destra.