Insultato da un passante vado fiero delle mie idee. Quanti possono dire lo stesso?

6 Novembre 2011

 In questi giorni difficili per (quasi) tutti è davvero difficile non essere colti da una profonda stanchezza interiore leggendo le dichiarazioni rilasciate da chi amministra il nostro Stato, ma anche gli enti  locali.    Non solo deprimono le agenzie stampa che riportano le affermazioni poco rassicuranti provenienti dal Presidente del Consiglio, in cui si indica nei ristoranti pieni la prova dell’assenza di crisi in Italia, ma danneggiano la speranza per una politica migliore anche le recentissime affermazioni rilasciate dall’assessore torinese Pellerino, in occasione del dibattito in commissione inerente i precari dei nidi cittadini. 

   L’assessore in quota SeL ammette che non vorrebbe essere nei panni dei precari, neppure di un assessore quale è lei, limitando alla prospettiva di una deroga al patto di stabilità l’unica possibilità positiva al dramma dei precari: insomma l’ammissione che non vi è soluzione alcuna.    

Per quanto concerne il non volere l’assessore indossare gli abiti di un assessore la soluzione sembra facile e si chiama “dimissioni”, che giunti a questo punto auspicherei al più presto evitando pure gravi sdoppiamenti di personalità, mentre per garantire ai nidi di poter usufruire della professionalità in capo ai precari occorrerebbe solo reperire risorse evitando gli sprechi a cui siamo da tempo abituati.   

Invitare i precari ad affidarsi all’imprenditoria sociale, come è stato detto in sede comunale, pare davvero un paradosso quasi offensivo sia nei loro confronti che in coloro che ancora credono che la giunta Fassino possa definirsi di Sinistra.    

Oggi pomeriggio un passante, con gli occhi pericolosamente sgranati, incrociandomi ha gridato con violenza “Comunista di merda”: alla luce di quanto viene compiuto da chi si definisce di Sinistra, e da chi invece è dichiaratamente berlusconiano, mi tengo l’insulto e ne faccio preziosa medaglia da appuntarmi al petto.   


Comunicato stampa di Saragnese.

12 Maggio 2009

Con la revoca delle deleghe da parte del Sindaco a partire da oggi cessa il mio mandato come Assessore alle Risorse Educative.Desidero ringraziare tutti coloro che operano all’interno dell’Assessorato, i Dirigenti Scolastici e gli insegnanti delle scuole statali, che hanno collaborato proficuamente nelle molteplici iniziative che hanno accompagnato il mio lavoro. Sono stati questi anni molto difficili a causa di risorse economiche più limitate e alle cattive riforme governative che stanno segnando negativamente la scuola e l’amministrazione pubblica.Ritengo tuttavia che l’azione svolta sia stata utile per mantenere e in alcuni casi accrescere l’offerta educativa e i servizi dell’intero sistema educativo e d’istruzione della nostra città.La stabilizzazione delle insegnanti e delle educatrici precarie, la revisione del Regolamento Nidi Comunali, la costruzione di nuovi nidi pubblici, l’aumento dell’offerta dei posti in detti servizi sono alcuni risultati positivi raggiunti.Quando ci si riferisce a ciò che si è fatto di buono in questi anni ritengo che si debba parlare non solo di qualche grande opera urbanistica ma soprattutto della capacità della Città di continuare ad offrire servizi pubblici per tutti i cittadini, continuare a dare possibilità di integrazione e opportunità per tutte le bambine e tutti i bambini qualunque sia la nazionalità, la lingua o la religione.Spero che questi orientamenti continuino a guidare l’azione dei Servizi Educativi, nell’interesse dei cittadini più piccoli e delle loro famiglie, che saluto con viva cordialità.  Luigi Saragnese 


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