Azzerare i vertici CSEA: le lotte di potere non rovinino i lavoratori.

19 Settembre 2009

   Il Consigliere Regionale del Prc Juri Bossuto si è recato presso il presidio indetto dai lavoratori CSEA, innanzi al Comune di Torino. 

La situazione che si è venuta a creare presso la CSEA è decisamente preoccupante per i lavoratori e per il futuro stesso delle agenzie formative. Malgrado i  fondi destinati a fronteggiare la crisi che ha colpito le agenzie stesse, stanziati dalla Regione Piemonte anche grazie all’impegno di Rifondazione Comunista, , i lavoratori CSEA non percepiscono alcun stipendio dal mese di maggio u.s. ed hanno assistito ad un lento, ed inesorabile, abbassarsi anche dei diritti acquisiti nel tempo, tra cui l’erogazione dei ticket mensa. Una crisi, quella della CSEA, determinata da scelte assurde imputabili ai vertici dirigenziali, e di cui, come spesso accade, pagano le conseguenze i lavoratori.

La cassa integrazione non è corrisposta ad un reale esborso economico, malgrado ciò i formatori continuano a lavorare senza percepire alcunché in cambio. A questo si aggiunge il grave stato “ambientale” in cui operano i lavoratori stessi, sui quali sembrano calare le prime ritorsioni antisindacali: ritorsioni riservate a quei lavoratori più in vista nella lotta a difesa del posto di lavoro e dei propri diritti.

Credo opportuno azzerare i vertici CSEA al più presto e valutare il rilancio del consorzio formativo medesimo. Riteniamo al contempo importante rassicurare i dipendenti in merito al loro futuro, valutando un loro possibile ricollocamento che tenga conto della professionalità di cui gli stessi sono portatori. Speriamo in un ulteriore attivarsi rapido delle istituzioni comunali e provinciale.    


Ilmas: e’ tempo di nominare i commissari e verificare (bene) lo stato del bilancio.

18 Settembre 2009

  Oggi due lavoratori sono saliti, con intenzioni di restarci a lungo, sul tetto dell’azienda Ilmas di Cascine Vica.Atto disperato che, però, sottolinea le gravi difficoltà in cui versano i tanti dipendenti del gruppo industriale non pagati da maggio. Lo stabilimento, che produce tecnologia in un ambiente vecchio e fatiscente, è destinato ad andare in amministrazione controllata. I libri sono stati depositati in tribunale, ma manca la nomina di Commissari. Occorre tentare di non perdere produzione e lavoro, salvare l’occupazione e nominare, al più presto, i commissari non in veste liquidatoria, ma di sostegno agli addetti e rilancio di un’attività ad oggi caratterizzata da investimenti errati uniti ad una apparente deliberata volontà di chiusura da parte dei manager.