5 Dicembre 2009
Le dismissioni di industrie, piccoli siti artigiani, e servizi pubblici, producono una grande quantità di edifici abbandonati sul territorio urbano e comunale. Questi immobili se lasciati al loro destino producono degrado, misto a evidente disagio nei confronti del territorio ed i residenti stessi. Grandi e piccoli Comuni sono letteralmente disseminati di quelle che possiamo definire carcasse di cemento inutili, che si prestano a diventare luoghi pericolosi sotto molteplici profili: sanitario, sociale e di incolumità pubblica. A questo fenomeno corrisponde, al contempo, la difficoltà in capo a quel variegato mondo culturale costantemente in cerca di luoghi in cui poter esercitare le proprie attività.
La proposta di legge prevede che Regione Piemonte finanzi gli Enti Locali che presentino un piano organico di recupero dei “fantasmi” architettonici. I finanziamenti vengono diretti all’acquisto o all’esproprio (se l’immobile è privato), alla gestione diretta o tramite terzi. Sono altresì finanziate quelle attività che già da almeno due anni svolgono aggregazione spontanea in luoghi, in caso contrario, abbandonati.
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1 Novembre 2009
Nel 2007 si era previsto di effettuare la riqualificazione dell’Antico Parco e dei Giardini del Castello di Rorà nell’ambito progettuale di alto profilo (proposta dall’Associazione Premio Grinzane Cavour, in collaborazione con la Regione Piemonte) con l’inserimento di una grande opera di arte contemporanea nell’ex giardino del Castello. Il 1° giugno di quest’anno il Comune di Costigliole d’Asti scrive alla Presidenza del Consiglio al fine di chiedere utilizzo fondi IRPEF per eseguire i lavori, evidenziando il nulla osta ricevuto dall’Assessorato regionale alla Cultura.
In occasione dell’iniziativa “Puliamo il Mondo” (25 settembre 2009) il Comune di Castigliole aveva fornito rassicurazioni circa il fatto che – durante l’attività di manutenzione relativa all’oggetto – non si sarebbe abbattuta alcuna essenza arborea, mitigando così il progetto originario.L’Ufficio Tecnico Comunale aveva però autorizzato il 17/9 la ditta Mondo snc a iniziare i lavori di riqualificazione in oggetto, tali attività hanno compreso l’abbattimento di molte piante.Infine, stante la lettera Prot. 8988 del 14.12.2007, redatta dal Comune stesso, dove si diceva che “ … i lavori di scavo per la realizzazione di tali interventi (di un locale tecnico e di un percorso interrati …) dovranno avere luogo con assistenza archeologica continua da parte di operatori specializzati …”
Per questi motivi si interroga la Giunta Regionale per sapere:
- se, malgrado la situazione economica in cui versa l’Associazione Premio Grinzane Cavour, vi siano state rassicurazioni da parte della Regione Piemonte circa la completa realizzazione del progetto originario;
- nel caso invece in cui il Comune di Costigliole non abbia previsto la completa realizzazione del progetto originario, per quali ragioni lo stesso ritenga apparentemente destituiti di fondamento i pareri espressi dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie (poiché si riferivano espressamente alla posa dell’opera “Labyrinth&Pleausure, dell’artista belga Jan Vercruysse – che “giustificava” l’eliminazione della piante);
- se la Giunta Regionale era a conoscenza della previsione di abbattimento delle numerose piante presso i giardini del Castello di Rorà;
- se la stessa Giunta sia a conoscenza che tra gli alberi abbattuti vi fossero essenze di particolare pregio;
- chi sia il tecnico individuato - per l’assistenza archeologica continua -, come previsto dalla nota citata in premessa.
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13 Settembre 2009
Ho avuto modo di vedere il “dopo” del drammatico incidente che ha causato l’assurda morte di una donna in corso Cosenza a Torino. Lo scenario era davvero raccapricciante, il tratto di corso Cosenza adiacente a via Buenos Ayres, si presentava simile ad un’area di guerra: rottami a terra, scarpe ed un casco sparsi intorno ai resti di una moto e tanto sconcerto intorno misto ad un silenzio irreale.
E’ cosa vera: spesso i cittadini hanno richiesto i dossi in quel tratto do strada: una strada che sin da piccolo ho visto segnata da eventi disastrosi come quello ultimo. Dal balcone di casa mia ho assistito alle conseguenze di innumerevoli arrotamenti, sia in prossimità dei grandi incroci di via Gorizia e Tripoli, sia in corrispondenza del tratto che porta al mercato coperto di via Don Grioli. Vero anche che la risposta del Comune, e conseguentemente della Circoscrizione Due, alle richieste dei residenti è stata sempre legata alla impossibilità di collocare i dossi causa contrarietà dell’atto alla legge, a cui si unisce, quasi sempre in seguito, il malumore dei cittadini residenti nei pressi di dossi artificiali: malumori dovuto al frastuono che di notte questi producono.Quando in occasione dell’evento olimpico si pose mano ai viali alberati centrali di corso Cosenza, collocando i famosi massi a scapito dei parcheggi, la Città perse una valida occasione per ristudiare il corso stesso, sia a livello urbanistico che viabile, dedicandosi solo a brutti rattoppi olimpionici.
Certo è, comunque, che la dinamica dell’incidente mortale di ieri è tristemente classica: strisce zebrate, pedone passa affidandosi alla segnaletica, si ferma un primo mezzo mentre il secondo, incurante di tutto lo scenario, travolge colui che “sicuro” attraversa.
Mi spiace dirlo, ma ancora una volta siamo di fronte alla urgente necessità di educare molti automobilisti e motociclisti, al rispetto della segnaletica nonché, soprattutto, al rispetto della Vita altrui. Vita altrui quale bene assoluto e fondamentale: da mettere prima di ogni altra cosa e specialmente a cui dare priorità nei riguardi di fretta, velocità ed arroganza personale unita ad incoscienza totale del tipo “tanto non capita nulla”.
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Scritto da juribossuto.it
17 Febbraio 2009
Pur nella cautela dovuta che bisogna usare quando un’inchiesta della magistratura è in corso, ritengo che la questione di Giuliano Soria e del Grinzane Cavour possa servire a mettere in discussione l’architettura di molti “professionisti della cultura” che operano nella nostra Regione.Mi pare innanzitutto vada fatta chiarezza su chi usa la facciata dell’associazionismo per creare vere e proprie società/industrie della cultura. Bisogna invece valorizzare al meglio l’associazionismo diffuso, reale, portatore di idee nuove ed innovative, quello che non è solo facciata o, peggio, un riferimento politico.Inoltre non si può permettere quello che emerge con forza dagli articoli giornalistici ovvero che in in una grande associazione come il Grinzane Cavour i lavoratori siano pagati in nero o non pagati del tutto. Le persone che diffondono saperi e cultura devono essere integerrimi nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori, devono avere una spiccata qualità morale e sociale. Dobbiamo davvero porre attenzione su un mondo che rischia di diventare baronale, un salotto dove gli invitati sono i soliti noti. Infine si impone una riflessione sulle politiche culturali attuate negli anni recenti tanto a Torino quanto in Regione. La verità è che oggi un intero modello di politica culturale mostra la corda. E cioè la politica culturale basata sui “grandi eventi”, sulla progettazione di manifestazioni costosissime e che riducono la cultura a “spettacolo”, facendone un bene di investimento come un altro. La nostra idea di cultura è diversa. Per noi la cultura è costruzione di coscienza civile, di sapere critico, possibilità di lavoro non basato sullo sfruttamento, in un mondo della cultura a cui è giunta l’ora di fare cambiare aria al “salotto”.
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