Aviapatner, Eutelia: quando comanda profitto ed irresponsabilità.

15 Novembre 2009

La vicenda Aviaptner è emblematica di un modello attuale di gestione aziendale tutto proteso a risparmiare esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. Aviaptner è stata senza scrupoli nello scrivere un nero futuro per i 24 lavoratori, alcuni già Sagat, che la medesima ha deciso di lasciar a casa nel quasi assoluto silenzio delle istituzioni.

Tutto era pronto in Aviaptner per esternalizzare il servizio ad una cooperativa poi rilevatasi non nella possibilità immediata di farlo, ed allora ecco che i dipendenti ritornano ad essere utili all’azienda e li si richiama in servizio.

Ancora una volta non si può che evidenziare il senso di responsabilità dei lavoratori che, solo volendolo, potevano bloccare Caselle per settimane. Al contempo però non si può evitare di sottolineare anche l’ottusa cecità di chi, Aviaptner ed istituzioni pubbliche, ha permesso un atto immorale di questo tipo. Oltre al futuro di 24 famiglie si va a compromettere l’immagine della nostra Città e della Regione. 

Molte di più sono, invece, le famiglie coinvolte nella dismissione di Eutelia. Dismissione voluta ed attuata ad hoc da una sorta di società taglia teste, ossia un’azienda quasi fantasma che acquista il ramo d’azienda Eutelia con il solo fine di chiudere e licenziare i lavoratori.

Da mesi i dipendenti Eutelia non vedono lo stipendio e neppure si sa a chi chiederlo: i fondi internazionali mascherano la proprietà che di fatto diventa non rintracciabile: situazione paradossale e senza senso frutto di leggi altrettanto assurde. 

Intanto i lavoratori Eutelia, con Phomedia ed altre ditte legate alla telefonia,  in Piemonte, come nel resto del Paese, occupano le sedi di lavoro guardando con apprensione ad un probabile taglio di luce nelle strutture o, peggio, un incursione squadristica come è avvenuto a Roma.

Non è più tempo di guardare altrove, occore guardare negli occhi chi consente situazioni di questo tipo.


Come licenziare centinaia di persone nel silenzio assoluto: il caso Eutelia!

12 Novembre 2009

Grazie ad un’audizione dei lavoratori il Consiglio Regionale ha avuto modo di conoscere ancor più nei dettagli la drammatica vicenda che accomuna i lavoratori Agile (ex Eutelia) ai lavoratori Phonemedia, un destino contraddistinto dall’appartenere ad un gruppo che tramite la cessione di rami d’azienda sembra abbia quale principale attività quella di licenziare i lavoratori stessi. Una situazione paradossale inerente un’azienda sana che decide di ristrutturarsi, affidando il compito ad altri, con la scusa della crisi (la dirigenza Agile ha aperto la procedura di licenziamento per 1192 persone in Italia su 1937, di cui 100 su 139 a Torino e 109 su 172 a Ivrea).

 E’ sconcertante apprendere e verificare come il pubblico continui ad avere in merito a casi come questo o simili le mani legate in virtù di una legislazione esistente che sembra quasi premiare gli imprenditori pirateschi. Nutriamo  speranze nell’agire presso il governo da parte della Giunta regionale, un’azione diretta a coinvolgere in prima persona la Presidenza del Consiglio anche con lo scopo di individuare i veri proprietari di quest’azienda. Ma al contempo ribadiamo la necessità di dotarci di leggi adeguate che sappiano premiare la buona industria, ma perseguire e colpire “cattiva”. 

Per affrontare questi problemi abbiamo votato una mozione in Consiglio Regionale. La mozione auspica che si arrivi, in tempi rapidi, alla nomina di un commissario che affronti questa grave situazione e impegna la Giunta regionale ad attivarsi al fine di coinvolgere, oltre al Ministero del Lavoro, anche la Presidenza del Consiglio in veste di Tavolo Interministeriale, per avviare una trattativa difficile con un’azienda di cui non si riesce a rintracciare la proprietà.