Attenzione a non viziare troppo l’aria nei salotti belli!

2 Ottobre 2009

Sono “stupefacenti” le dichiarazioni a mezzo stampa di Antonella Parigi a seguito dell’ultima edizione di “Torino Spiritualità”, con le quali autovaluta il festival come meritevole di essere esportato, lamenta la mancanza di risorse e prefigura, se non vi saranno più le condizioni, di portarlo altrove, quasi fosse cosa sua.Non è paga di aver condotto un format finanziato dalla Regione, che alterna molte belle conferenze ad altre che poco c’entrano con l’idea (ampia e laica) di spiritualità. Non è paga di poter disporre – con piena discrezionalità, pur orientata dalla Giunta – di notevoli risorse (sembrerebbero almeno 1,2 milioni di euro annui) attribuite al Circolo dei Lettori attraverso la Fondazione Teatro dei Ragazzi. Non è paga di poter decidere in autonomia compensi e contributi ad artisti, associazioni, compagnie teatrali, spesso al di fuori di procedure di evidenza pubblica. Non è paga di poter disporre di un aulico palazzo profumatamente affittato. Ora apprendiamo che, dopo le automobili e i gianduiotti, potremmo anche esportare (e trasferire) “Torino Spiritualità”. Sinceramente, in questo periodo di crisi, siamo preoccupati di altro.


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