Vicenda Grinzane: la Commissione ha concluso i suoi lavori.

6 Novembre 2009

I lavori della Commissione sono stati proficui, condotti positivamente ed hanno permesso di raccogliere una utile documentazione. La sua efficacia è stata, però, parzialmente vanificata da alcune lacune e  dallo scarso aiuto da parte di alcuni soggetti auditi o cui si rivolgevano le richieste di approfondimento. Su tutto si rileva l’assenza di qualsiasi documentazione per quanto concerne il ruolo e le responsabilità amministrative della Sovrintendenza per i beni architettonici del Piemonte: un’assenza sintetizzata sia dalle risposte che la stessa non ha inoltrato in riscontro alle pressanti richieste avanzate dalla Commissione; sia da una carente illustrazione dei fatti, inerenti il recupero del Castello di Rorà di Costigliole d’Asti, così come illustrati da parte dei rappresentanti della Sovrintendenza stessa recatisi in audizione. A questo si unisce la non piena soddisfazione in merito all’audizione rivolta al dirigente regionale responsabile, per alcuni anni in passato, delle erogazioni contributive decretate dal nostro ente: un’esposizione ricca di enunciazioni, ma raramente supportata da atti e precisi riferimenti.  A dir poco “debole” è stato l’apporto dato alla Commissione da parte di uno dei revisori dei conti dell’Associazione Grinzane, espresso dalla nomina consiliare. La Commissione ha ascoltato giustificazioni ai mancati o scarsi controlli,  motivate dalla totale fiducia nel Presidente “il Presidente era il Presidente” o dal prestigio dato da una carica così “autorevole”. Questa audizione ci ha posti innanzi alla presa d’atto dell’inaffidabilità ad alcune nomine del Consiglio, non funzionali o insufficienti al delicato ruolo istituzionale ricoperto e della necessità di un maggiore raccordo tra il Consiglio stesso e i/le nominati. Il quadro che emerge, in chiusura dei lavori di Commissione ci dà molte preoccupazioni poiché ci permette di assistere, con un’osservazione quasi chirurgica, alla complessa degenerazione di un importante progetto culturale, qual’era il Premio Grinzane, che inizialmente viene avviato sulla base di una precisa convenzione, e quindi su buone intenzioni amministrative, per poi perdersi presto nel naufragio in un mare di contributi “fotocopia” legati a carenti controlli e spese “pazze”. Su tutto è significativa la vicenda del recupero a cui è stato sottoposto il Castello di Rorà. I lavori, avviati sulla base di una necessità reale di salvaguardia del sito, bene rappresentano la necessità che fosse cosa fondamentale, sin da subito, instaurare un collegamento, un concreto coordinamento, degli interventi ed intenti pubblici: non abbandonando, in tal modo, il Comune di Costigliole d’Asti a se stesso, come purtroppo è avvenuto, oppure alla presunta buona fede dell’Associazione che gestiva l’antico edificio storico. La voglia e la ricerca di “visibilità” riferita ad alcuni assessorati, a cui si aggiunge il rilievo internazionale di molti palcoscenici del Grinzane, ha di fatto favorito gli interventi contributivi a pioggia: elementi a cui si aggiunge in aiuto la grande capacità culturale, ma anche relazionale, del Presidente del Grinzane e dalla “conseguente” scarsa attenzione da parte di  alcuni settori regionali. In sintesi, l’assenza di coordinamento e la parallela  carente capacità di verifica del pubblico, hanno fornito il terreno su cui si è sviluppata una eccessiva crescita di finanziamenti, mai controllati e discussi collettivamente nelle competenti sedi istituzionali. Questi fatti dovrebbero insegnare a porre in futuro rimedi credibili, al fine di evitare che singoli personalità, cartelli culturali (o come altro si vogliano definire), enti ed associazioni di varia natura, possano nutrirsi incondizionatamente  di contributi pubblici, lasciando al limite ai privati il compito di intervenire in merito ai progetti maggiormente orientati al business oppure alla soddisfazioni di ambizioni personali. Il “codice etico” è necessario, ma non sufficiente; occorrono precise riforme legislative indirizzate a porre la parola fine a vicende quali quella esaminata dalla Commisione.  Occorre per il futuro, ed il presente, garantire controlli non solo a campione, troppo simili al modello “capestro”, e non indirizzati a tutti indistintamente. E’ necessario coltivare e stimolare le ricchezze culturali che il nostro territorio esprime, senza cadere nella trappola di dedicare attenzione solo a quelle maggiori: un obiettivo raggiungibile garantendo anche aiuti rapidi e trasparenti, erogati sulla base di progetti credibili derivanti da un confronto sincero, a tutto campo, tra le proposte candidate al sostegno regionale. Procedure chiare, quindi, soprattutto orientate alla trasparenza e sancite da contratti convenzionali. E’ questa l’ unica prassi realmente capace di valorizzare ciò che merita ed evitando, contemporaneamente, gravi distorsioni sugli investimenti culturali più importanti. Necessita sempre più un rapporto sinergico per quanto concerne i grandi eventi: una co-partecipazione che significa un accompagnamento pubblico di sostegno e garanzia, contemporanea, di un corretto uso di fondi erogati dalla collettività, cosa ancor più cogente innanzi alla crisi economica e sociale in cui è caduto il nostro Paese. I beni architettonici potrebbero invece ricadere nell’ambito di un nuovo ufficio destinato a seguire i lavori strutturali, conseguenza dei nostri contributi, cosicché poter (seppur parzialmente) affiancare i direttori ai lavori, evitando in tal modo di affidarsi a burocratici collaudi, uniti ad altrettante lettere certificanti l’ avanzamento lavori per formare le valutazioni di idoneità al saldo contributivo. La Regione dovrebbe limitare la sua opera all’impulso politico, alla progettualità di intenti, non sconfinando nel difficile ruolo di gestione ed erogazione contributiva. Nel caso in cui, comunque, si ritenga di mantenere lo status di ente erogatore tra le competenze della Regione Piemonte, la procedura di finanziamento, partendo dalla selezione ed andando sino alla chiusura della pratica, deve essere incentrata nel nome della trasparenza più assoluta e su criteri il più possibile oggettivi (anche se alla base di scelte di indirizzo politiche): stessa attenzione naturalmente per la verifica dell’impegnato a fronte del realizzato.  

Mettendo in secondo piano i mostri sacri, di conseguenza venerabili ma non toccabili, si permette al tessuto culturale del Piemonte di uscire dal rischio “entropia” per puntare, con forza, a nuovi e prosperosi orizzonti.  


Castello di Rorà: cadono gli alberi in ciò che resta del Grinzane.

1 Novembre 2009

Nel 2007 si era previsto di effettuare la riqualificazione dell’Antico Parco e dei Giardini del Castello di Rorà nell’ambito progettuale di alto profilo (proposta dall’Associazione Premio Grinzane Cavour, in collaborazione con la Regione Piemonte) con l’inserimento di una grande opera di arte contemporanea nell’ex giardino del Castello. Il 1° giugno di quest’anno il Comune di Costigliole d’Asti scrive alla Presidenza del Consiglio al fine di chiedere utilizzo fondi IRPEF per eseguire i lavori, evidenziando il nulla osta ricevuto dall’Assessorato regionale alla Cultura.

In occasione dell’iniziativa “Puliamo il Mondo” (25 settembre 2009) il Comune  di Castigliole aveva fornito rassicurazioni circa il fatto che – durante l’attività di manutenzione relativa all’oggetto – non si sarebbe abbattuta alcuna essenza arborea, mitigando così il progetto originario.L’Ufficio Tecnico Comunale aveva però autorizzato il 17/9 la ditta Mondo snc a iniziare i lavori di riqualificazione in oggetto, tali attività hanno compreso l’abbattimento di molte piante.Infine, stante la lettera Prot. 8988 del 14.12.2007, redatta dal Comune stesso, dove si diceva che “ … i lavori di scavo per la realizzazione di tali interventi (di un locale tecnico e di un percorso interrati …) dovranno avere luogo con assistenza archeologica continua da parte di operatori specializzati …”

Per questi motivi si interroga la Giunta Regionale per sapere:

-      se, malgrado la situazione economica in cui versa l’Associazione Premio Grinzane Cavour, vi siano state rassicurazioni da parte della Regione Piemonte circa la completa realizzazione del progetto originario;

-      nel caso invece in cui il Comune di Costigliole non abbia previsto la completa realizzazione del progetto originario, per quali ragioni lo stesso ritenga apparentemente destituiti di fondamento i pareri espressi dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie (poiché si riferivano espressamente alla posa dell’opera “Labyrinth&Pleausure, dell’artista belga Jan Vercruysse – che “giustificava” l’eliminazione della piante);

-      se la Giunta Regionale era a conoscenza della previsione di abbattimento delle numerose piante presso i giardini del Castello di Rorà;

-      se la stessa Giunta sia a conoscenza che tra gli alberi abbattuti vi fossero essenze di particolare pregio;

-      chi sia il tecnico individuato - per l’assistenza archeologica continua -, come previsto dalla nota citata in premessa. 


Un’idea: rilanciare il premio Grinzoso Balurd.

24 Febbraio 2009

Mi è giunta una proposta che nel suo essere provocatorio ha però una fondatezza e dunque, ritenendo interessanti gli spunti, la faccio mia e la invio. “La mia proposta è che il Premio Grinzane Cavour per il 2009 sia assegnato a Hemratjing Dabeedin alias Nitish, il ventottenne delle isole Mauritius, che con il video del telefonino e la sua denuncia ha dato un sostanziale contributo alla letteratura dello sperpero e ha  fatto quello che Assessori alla Cultura, bancari e banchieri, Ministri dei Beni Culturali, intellettuali, scrittori e scrittrici, critici letterari e cinematografici, addetti ai lavori ai sapori allo scrocco e allo sbafo non hanno mai trovato il tempo di fare: dare un’occhiata oltre i lustrini, le tavole imbandite, i battimani e le targhe onorifiche”.“Propongo inoltre che al medesimo Nitish,  in quanto “…negro di merda…nato per fare lo schiavo” [parole del Presidente del Grinzane, Giuliano Soria] sia assegnato anche il neo costituito Grinzane for Africa e allo stesso Presidente il Premio Grinzane - Terra d’Otranto che è “un premio internazionale sul tema del dialogo, della tolleranza, della solidarietà e dell’integrazione“.“Propongo altresì che al solito Nitish siano assegnati anche i seguenti premi Grinzane: Civiltà delle minoranze [Mauritius luogo di molteplici minoranze],  Scrivere la notizia. Comunicare la notizia [un vero scoop], Scrivere il futuro di Torino [il futuro, il presente e il passato], Cinema [un video d’impatto], Cene letterarie [in quanto maggiordomo del Presidente].“Indìco ipso facto il Premio Grinzoso Balurd da assegnare  a chi scoprirà - sulle numerose Photogallery del sito ufficiale www.grinzane.it - chi si sia sobbarcato l’oneroso compito di seguire il Presidente nelle cerimonie di premiazione in Africa, Uruguay”.