CACCIA AI CLANDESTINI SUI MEZZI PUBBLICI A TORINO

7 Ottobre 2008

Il mio intervento in Consiglio Regionale. 

Sull’ordine dei lavori, con particolare riferimento alla richiesta del Consigliere Bossuto in merito all’organizzazione di un incontro della Giunta regionale con il Prefetto di Torino per chiarimenti relativamente ai recenti controlli, effettuati dalle Forze dell’Ordine, sui mezzi pubblici a carico di passeggeri extracomunitari     

Grazie, Presidente. Utilizzerò pochissimi minuti.Abbiamo letto tutti sui giornali di domenica - con un po’ di brivido da parte di alcuni, magari da parte di altri no - dell’abitudine ormai diffusa a Torino di fermare, in nome della sicurezza, i convogli tranviari, far chiudere le porte degli stessi e vedere le forze di Polizia entrare all’interno dei tram e controllare i passeggeri, ma non tutti, soprattutto il controllo diretto ai passeggeri extracomunitari riconoscibili per il colore della pelle o per i lineamenti somatici del viso.Abbiamo letto questi articoli e ci hanno un po’ sconvolto perché abbiamo notato che sono stati presi, dopo queste retate, anche richiedenti asilo.Arrivo al dunque della richiesta che avanziamo noi come Gruppo: noi vorremmo, se fosse possibile, che gli Assessori competenti in materia di immigrazione e di sicurezza (mi riferisco, quindi, all’Assessore Migliasso e all’Assessore Ricca) potessero avere un attimo di interlocuzione col Prefetto per capire se queste retate molto particolari, che ricordano quelle di un Paese occupato, siano in regola con le normative costituzionali ed anche con le normative di difesa dei diritti individuali delle persone, perché so che sono stati fermati anche dei cittadini extracomunitari in regola e che qualcuno addirittura ha detto: “Il biglietto l’ho pagato, lo giuro, e non capisco il perché di questa azione”.Quindi, va bene la sicurezza dei cittadini, per carità, però possibilmente nella non violazione dei diritti altrui. Ci piacerebbe che i due Assessori interloquissero con il Prefetto e, non dico oggi, ma magari martedì prossimo, relazionassero in Aula sull’idoneità di questa prassi ad essere conferme soprattutto al diritto costituzionale, cosa di cui qualche dubbio noi l’abbiamo. Grazie, Presidente.


SCUOLA, LA PROPOSTA DI GHIGLIA PUNTA ALLA GHETTIZZAZIONE DEI BAMBINI IMMIGRATI

29 Maggio 2008

La proposta di mozione presentata in Consiglio Comunale di Torino a firma di Agostino Ghiglia e altri è sconcertante. Inquietano le parole usate in un atto formale, termini che sembrano richiamare spettri di stampo xenofobo di cui credevo ci fossimo definitivamente liberati molti anni fa.

 

L’idea stessa di definire un limite percentuale alla composizione delle classi su base etnica contraddice la richiesta di attuazione di politiche di integrazione menzionata nella mozione stessa e, di fatto, punta alla ghettizzazione dei bambini immigrati.

 

Decisamente anomala è poi la richiesta di fornire alle direzioni didattiche un insegnate di sostegno ogni due bambini stranieri, ritenendo quindi gli stessi bisognosi di particolari forme di supporto di norma previste per soggetti svantaggiati. Una proposta del tutto inopportuna anche perché sarebbe molto più utile avere insegnanti di lingua e/o mediatori culturali ed inapplicabile visto che vi è carenza di insegnanti di supporto.

 

Ho l’impressione che la mozione voglia sollevare un polverone ed insista sul concetto di creare classi ad hoc per bambini stranieri separate da quelle dei bambini italiani. Un discorso pericoloso che però ben si inquadra con i gravissimi episodi di insofferenza verso gli stranieri degli ultimi giorni. Una mozione che rischia di gettare ulteriore benzina sul fuoco dell’intolleranza che dilaga spaventosamente nel nostro paese. Mentre il Presidente della Camera condanna senza reticenze un vecchio articolo di Almirante sulla razza, i suoi consiglieri sembrano andare in senso opposto.