Il Consiglio approva l’atto di indirizzo contro le delocalizzazioni. Il mio non voto all’assestamento: ecco il perchè.

1 Dicembre 2009

E’ passato con i voti favorevoli di quasi tutta l’aula la mozione di cui sono primo firmatario della mozione, indirizzata alla ricezione di norme legislative anti-delocalizzazioni. 

Una richiesta di normativa che ha ben poco di estremistico, ma basata su un buon senso che premi i contratti di territorio, a cui legare gli aiuti pubblici alle imprese, e punisca i “banditi”, ossia gli imprenditori che prendono i soldi e scappano. Sono soddisfatto che questa mozione sia stata votata anche se si tratta solo di un intento ed un’indicazione.

Giovedì la discussione del progetto di legge sulle delocalizzazioni sarà in VII Commissione; se non si procedesse con l’articolato, richiamerò direttamente in aula il testo affinché i vari gruppi esprimano pubblicamente le proprie posizioni. 

In assestamento era possibile fare un passo avanti votando un emendamento presentato dal Prc. Si è scelto di rinviare le soluzioni. Anche per questa ragione, assieme all’erogazione di fondi ai privati senza garanzie e dimenticando i piccoli imprenditori, non ho votato l’assestamento.


Misure anti crisi: tutelare i lavoratori oltre alle imprese.

24 Novembre 2009

La crisi ha colpito e sta colpendo in maniera pesante i lavoratori. I dati sono allarmanti: quasi il 10 per cento dei contratti a termine, nella prima metà dell’anno, non sono stati rinnovati, scende il lavoro dipendente, 100mila under 34 in tutta Italia hanno perso il lavoro. Le imprese, soprattutto le medie e piccole, sono anch’esse in situazione di forte debolezza.

Le politiche messe in atto dalla Regione nei confronti delle PMI, come la moratoria di un anno per la restituzione dei contributi concessi al sistema produttivo piemontese, sono sicuramente positivi e danno una boccata d’ossigeno. 

Dettò ciò bisogna distinguere tra imprese “buone” e imprese “cattive”, da chi è in obbiettiva difficoltà per la contrazione del mercato e il problema dell’accesso al credito e tra chi approfitta dalla crisi per licenziare e/o delocalizzare. 

Per questo come Rifondazione abbiamo presentato diverso tempo fa una proposta di legge che prevede di porre delle regole di erogazione ai contributi pubblici per le aziende, rendendo gli stessi realmente utili allo sviluppo ed alla crescita economica del territorio, al quale devono rimanere legate per un numero consistente di anni.

Mi auguro che nella discussione in corso venga prese seriamente in considerazione e possa rientrare nel “pacchetto anti-crisi. 


Delocalizzazioni selvagge: a quando una legge che impedisca il “prendi i soldi e scappa!”

22 Febbraio 2009

I lavoratori della Cabind, Chiusa San Michele, hanno ricevuto da poco 78 lettere di licenziamento. Il loro stabilimento viene spostato in Polonia, nazione sull’orlo del crack come parte dell’est Europa, azienda che segue, nelle scelte, l’Olimpias (gruppo Benetton) pronta a trasferirsi, invece, in Tunisia.

L’elenco dell’industria che va via, potrebbe essere lungo così come quello dei lavoratori che di conseguenza si trovano all’improvviso senza lavoro. Migliaia di famiglie espulse da ogni possibilità di sostentamento, nel nome di una globalizzazione a vantaggio solo di alcuni. Infatti non sono stati globalizzati i diritti, ma solo le speculazioni, cosicchè laddove  le garanzie per chi lavora diventano inesistenti vale la pena, nel nome del profitto più che mai senza scrupoli, spostare sedi e macchinari: alla faccia, magari, dei contributi incamerati grazie agli enti locali del paese di origine.

Vi sono frontiere da depredare o tramite l’apertura di sportelli bancari (ed all’improvviso chiusi, come in Ucraina l’Unicredit ed Intesa) o per mezzo del maggior sfruttamento del lavoro altrui. Il tutto grazie all’aiuto di normative che favoriscono il “far west” per alcuni e le ronde, contemporaneamente, per altri.

Da due anni abbiamo depositato in Regione, un progetto di legge che interviene sulla materia delle delocalizzazioni, laddove l’ente ha erogato contributi i sostegno. Una legge semplice: hai preso contributi, allora ti impegni a ripsettare la collettività che te li ha erogati, se invece scappi via l’azienda rimane a noi.

Un testo premiante nei riguardi degli imprenditori seri, che tra l’altro approvano l’iniziativa, e dei territori; al contario punitivo per i pirateschi speculatori. Un testo che giace nella commissine, che presiedo, poichè ad alcuni assessori non piace a causa del tentativo di regia pubblica sull’economia che, il testo di legge, porta con se.

Chissà quando una certa sinistra riaprirà i propri occhi sulla realtà che la circonda?


Con i lavoratori Johnson Electric.

24 Gennaio 2009

 L’iniziativa dei lavoratori della Johnson Electric di Moncalieri di aprire, insieme con il sindacalista Fiom-Cgil Ivano Franco, un gruppo su Facebook (http://apps.facebook.com/causes/200018?m=ab07ea1b&recruiter_id=21020354) per salvare il proprio posto di lavoro e l’azienda è innovativa ed intelligente”.

Certamente non è un social network a poter garantire il futuro dei 120 dipendenti, ma si tratta di uno strumento in più di comunicazione e sensibilizzazione. Per questo mi sono iscritto ed ho invitato altri a farlo”.

Passando dal virtuale al terreno, mi auguro che – visto l’ennesimo caso di delocalizzazione – possa in qualche modo essere ripresa in considerazione la nostra legge sulle delocalizzazioni, così da impedire l’ennesima perdita produttiva che colpisce il nostro territorio.

Il nostro appello va alla maggioranza regionale affinché dia seguito alle indicazioni che anche il Sindaco di Torino Chiamparino ha lanciato in occasione della vicenda Motorola, relativamente all’inammissibilità dei comportamenti delle aziende che usufruiscono, nella stragrande maggioranza dei casi, dei contributi pubblici e poi decidono di chiudere i battenti lasciando sul terreno le macerie dei loro fallimenti.

 


CONFERENZA STAMPA: “NUOVA PROPOSTA DI LEGGE SU MOBBING ”

22 Settembre 2008

Sala dei Presidenti – Consiglio Regionale del Piemonte – Via Alfieri 15 Martedì 23 Settembre 2008 - Ore 13

Il Gruppo del Prc presenta la proposta di legge “Azioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing e lo stress psico-sociale nei luoghi di lavoro”. Un fenomeno che, dicono le statistiche, è quantitativamente sempre più preoccupante ed ha pesanti conseguenze che ricadono sulla società, oltre che sulla famiglia e sull’azienda. I punti salienti della proposta di legge:-  attivazione di specifici corsi di formazione professionale per gli operatori sociali e sanitari; - finanziamenti rivolti allo svolgimento di campagne informative;- incentivi per l’assistenza legale, medica e psicoterapeutica a favore dei lavoratori e delle loro famiglie;- sportelli di assistenza e di ascolto dei lavoratori che abbiano avuto esperienze di mobbing o di disagio lavorativo, da attivarsi presso i comuni e le province;- osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo;- attività di controllo e misure di tipo amministrativo nei confronti dei datori di lavoro dove si verificano episodi di mobbing- stanziamento di quasi 2 milioni di euro.