CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Torino 22 febbraio 2014: manifestazione No Tav…….

Scritto da juribossuto.it il 23 febbraio 2014

Ieri a Torino una moltitudine di manifestanti sfilavano per le vie cittadine sotto le bandiere No Tav. Contemporaneamente tantissimi altri manifestavano a Chiomonte ed in molte altre piazze d’Italia. Bello vedere tanta gente ribadire il proprio non sottostare alle fandonie di questo terribile potere- melassa rancida. Triste invece prendere atto dei media nostrani: a fianco delle piazze che vanno a fuoco a Kiev, ma iper critiche verso le nostre quando sono piene di gente pacifica e soprattutto libera. Così diventa legittimo invadere il parlamento ucraino con croci e manganelli a seguito ed ignobile scrivere sui muri della città. Siamo al paradosso puro…….  all’ipocrisia di un sistema Europa troppo simile ad una dittatura globale.

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Agonia Italia: siti inutili di interesse nazionale e lavoro negato.

Scritto da juribossuto.it il 26 ottobre 2011

COMUNICATO STAMPA

Agonia Italia: siti inutili di interesse nazionale e lavoro negato

    Evidentemente il crollo di un sistema Paese viene annunciato da alcuni sintomi quali l’incoerenza, l’informazione deformata, la scomparsa di ogni etica nei più della classe politica, l’impossibilità di una visione sociale a lungo periodo ed il nepotismo clientelare, che pervade ogni piega del pubblico e del privato.

    Segnali di una patologia annunciatasi quale inevitabile in Italia, a prescindere da Centro Destra e Centro Sinistra al governo, e che hanno ancora una volta denuncia nel lavoro e nella TAV  il segnale del degrado imminente. La Lear “dismette” letteralmente i suoi lavoratori, che si aggiungono ai tanti impegnati a presidiano cancelli chiusi, mentre Pininfarina,Ilmas e decine di altre aziende proseguono nell’opera di abbandono del territorio e della produzione. Un collasso di diritti in capo al lavoro ed alla fattura materiale sembrano dare vita al sogno “dell’Italia da bere”.

    L’asso della manica, la Panacea di ogni cosa, rimane il TAV: la promessa di sviluppo e lavoro da qui a 20 anni. Una follia che sembra partorita da un autore di fumetti anziché dal potere politico economico di casa. Gli industriali a novembre metteranno sulle televisioni nazionali il loro spot, modello famiglia del Mulino Bianco, che narrerà una linea ad alta velocità serena e da favola. Intanto il sito del cantiere ferroviario viene dichiarato “di interesse nazionale” e chi lo varca non autorizzato rischia da una fucilata a qualche anno di galera: una serie di contraddizioni sintomo di quanto annunciato.

    I lavoratori  nel silenzio di ministri (ed assessori vari) attenderanno il miracolo Tav e certa informazione certificherà, trasformandolo in verità, lo spot del TAV tracciato Bianco. Altro sintomo: i telegiornali, compreso il regionale RAI, quando scoppiano gli contri trasmettono a iosa le bandiere della Federazione della Sinistra, ma quando va tutto bene come domenica scorsa se ne guardano bene dal farlo. Un’agonia lunga quella politica italiana, una malattia che uccide la libertà di popolazioni intere nel nome di pochi pasciuti Baroni di potere.

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Comunicato: ancora una volta gli scenari apocalittici della vigilia si sono frantumati davanti alle ragione del Movimento No Tav.

Scritto da juribossuto.it il 23 ottobre 2011

    In molti, nei giorni scorsi, hanno sperato che la manifestazione di oggi in valle di Susa si trasformasse in una semplice prova di forza dai risvolti drammatici. Invece ancora una volta i valsusini hanno dimostrato un grandissimo senso di responsabilità, sfidando a migliaia sentieri e freddo per ribadire la propria indignazione, e contrarietà, in merito ad un’opera utile a pochi e dannosa ai più. 

     I pronostici della vigilia legati agli scenari apocalittici di chi invocava la militarizzazione dell’intera valle, cadono miseramente in frantumi innanzi alla determinazione, lucida e piena di disinteressata passione, di chi da anni lotta per evitare uno scempio ambientale ed economico senza eguali.

    Rimangono ad occupare il cantiere gli sprechi derivanti dall’insediamento dei sondaggi geologici, modello “Cinecittà”, aperti a Chiomonte a cui si sommano i costi, in molte migliaia di Euro, per la vigilanza dell’area affidata al personale, sempre più stremato,  dei polizia ed esercito.

    L’Europa, che in passato qualcuno indicava come la grande finanziatrice del Tav, si appresta a coprire forse solo il 40% del costo legato all’opera, chiudendo gli occhi davanti al grande dissenso manifestato da un popolo intero. Lo scenario apocalittico può essere riconducibile solo alla colpa grave di chi difende il progetto Tav a tutti i costi. Credo, ma è solo un’opinione personale, sia giunto il momento di tornare a manifestare davanti alle sedi del potere di Torino.

   

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Tav: l’amianto nelle gallerie di Cesana è la prova che si criminalizza per non guardare alla verità.

Scritto da juribossuto.it il 30 luglio 2011

   Ha ragione chi parla di disinformazione riguardo alla grande opera TAV: cosa che accade ogni qualvolta si individua nell’isolamento del Piemonte il male nel non fare l’infrastruttura e non si dice, invece ad esempio, che il tunnel della variante Cesana- Claviere (di 1,8 chilometri) è fermo da anni per la presenza di amianto. Un piccolo scavo quello di Cesana se paragonato al mega tunnel ferroviario immaginato a Chiomonte. 

    Non stupiscono, in questa occasione, le affermazioni rilasciate dall’on. Ghigo, il quale esulta per la scomparsa dalle istituzioni delle forze politiche no Tav, e neppure gli appelli a disertare la manifestazione di domani lanciati dal PD ai propri militanti. L’unanimità dei vertici appartenenti allo schieramento PD- PDL verso la grande, ed inutile, opera ad Alta Velocità è tristemente risaputa: un futuro grande cantiere che riesce a mettere d’accordo Bersani con Berlusconi, un appalto in odor di miracolosa santità.

   Bene farebbero i cittadini a dubitare su tanta unanimità politica per quella che è, e rimane, una linea ferroviaria dai costi di realizzazione astronomici, specialmente a fronte di cronica assenza di soldi per asili e sanità, al punto, dicono, di dover reintrodurre i tickets e ridurre personale educativo.

    L’enfasi che viene data in queste ore al rinvenimento di maschere anti gas pare decisamente eccessiva poiché le stesse, di certo, non possono essere considerate da alcuno quali armi. Auguro che la collettività, ed il Movimento No TAV nello specifico, non si trovi innanzi ad un nuovo tentativo di costruire un teorema giudiziario confezionato a tavolino, per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai tanti lati oscuri dell’opera stessa.

   Per quanto concerne il “pericoloso autonomo” sorpreso con le maschere anti gas in macchina, non posso che dire di quanta infinita umanità sia il suo cuore e chi lo conosce sa che nessuno mai al mondo potrebbe definirlo “corriere di armi” se non per ironizzare, con simpatia, insieme a lui.

  

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Tav: l’uscita di Bonsignore e la demagogica ostinazione di Esposito.

Scritto da juribossuto.it il 17 settembre 2010

“Tutto avremmo detto, ma mai che ci saremmo trovati a condividere gran parte delle ultime opinioni espresse da Vito Bonsignore in merito alla Tav: posizioni decisamente più illuminati di quelle ormai arcaiche espresse, a ogni piè sospinto, da Stefano Esposito”, sottolinea Juri Bossuto, esponente di Rifondazione Comunista. “L’esponente Pdl è giunto, seppur un po’ in ritardo, sulle posizioni che da tempo noi dichiaravamo: è evidente che la Tav significhi soprattutto trasporto passeggeri, il cui successo è ben raffigurato dall’attuale catastrofe della linea Torino-Parigi. E’ evidente quanto l’opera risulti essere dannosa oltre che inutile  e costosa”.

“Ci preoccupa l’ostinazione di chi ancora demagogicamente, o per altri ignoti motivi, grida “O Tav o morte!”; ancor più ci inquieta la posizione in cui si ritrova il democratico Esposito: nell’imbarazzo di voler espellere dal suo partito alcuni colleghi per troppa libertà di espressione e contemporaneamente trovarsi scavalcato nel’idea di gestione dello Stato con l’etica del buon padre di famiglia, da un ex democristiano d’assalto attualmente berlusconiano. Una sorte davvero amara”.

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Di quale Democrazia parla, Onorevole? Forse lei preferisce la dittatura!

Scritto da juribossuto.it il 7 marzo 2010

Rimango inorridito innanzi alla grande campagna di propaganda che si sta attuando, da tempo, ai danni del Movimento No Tav. Sono colto dalla netta impressione che fallendo l’azione militare del 2005, tramite cui si tentò di occupare la valle sul modello Belfast, oggi si sia giunti ad una strategia più subdola, fatta di false informazioni al fine di dividere e spaccare il Movimento stesso. 

Sul Movimento, infatti, sta salendo l’ombra nera della strategia della tensione: un’ombra costituita da gravi menzogne che trovano legittimazione nell’opinione pubblica. Il fulcro, della strategia stessa, consiste nel fare credere che in Valle i No Tav siano dei pericolosi esseri a caccia di cibo vivo,  e non bastano teste e nasi rotti dei valsusini, causati forse da chi male addestrato dovrebbe difenderci tutti, per fare emergere la verità. Ho sorriso amaramente quando leggo di violenti raggi laser contro le forze dell’ordine, immaginando un traffico di pericolose armi tra i venusiani ed i valsusini, ma poi lo stesso si è spento immaginando che questo si voglia davvero far credere al resto della nostra Regione: negando ai piemontesi che i “laser” erano in realtà piccole pile porta chiavi.  

Gentile Esposito, quale sarebbe, alla luce di ciò che scrivi e di ciò che vedo ogni qualvolta vado in Valle, la Tua Democrazia. Se Ti riferisci al militarizzare una valle, togliendo al contempo il diritto di parola e rappresentanza a chi osa criticare il totem Tav,  allora temo Tu ti riferisca ad un clamoroso ritorno al ventennio fascista, forse più vicino alle Tue posizioni ultime. 

Se al contrario la Democrazia è rappresentanza di comunità umana, la quale si ritrova compatta nell’esprimere un proprio dissenso, unito a proposte, allora questa ha piena cittadinanza in Valle e poco nei Tuoi concetti politici. La Democrazia, lo Stato è in realtà rappresentato solo da quei giovani, da quelle famiglie, da quegli anziani, da quelle donne e quegli uomini che sfidando repressione, e freddo, gridano la loro voglia di giustizia contro le lobby ed i poteri che decidono per loro. Persone autorganizzate e senza leaders  (questo spaventa il potere e lo dimostra la Tua vergognosa azione di discredito verso alcuni soggetti che nomini), persone spesso in cortei partecipati, ma inesistenti per l’opinione pubblica. 

La Tua Democrazia, Esposito, è quella del potere che non vede più nulla oltre ai suoi discutibili interessi, peccato che ci vorranno trent’anni per dimostrarlo ai nostri concittadini (vedi sprechi Olimpici); la Tua democrazia costringe a spese enormi, sottratte ai servizi per la cittadinanza, al fine di proteggere trivelle che bucano nei rifiuti o in terra riportata; la Tua democrazia è falsa informazione e verità distorte ad arte. 

Ho paura della Tua Democrazia, la stessa paura che provo innanzi a chi pur di raggiungere i suoi scopi ad ogni costo, adotterebbe ogni mezzo .                    

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Le lobby comandano sui politici ed in Valle torna la repressione!

Scritto da juribossuto.it il 18 febbraio 2010

“E’ preoccupante rivedere immagini – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC, presente ieri sera in Valle - che riportano un pezzo importante del nostro territorio ad un clima di militarizzazione di cui sono già state vittime due nostri concittadini. Il pensiero va sia al giovane Simone che alla signora valsusina che dovrà subire un delicato intervento al volto”.

“Ricordo che il vero pericolo per la democrazia non è esprimere la contrapposizione ad un’opera inutile e dispendiosa, ma negare costantemente il sacro diritto di rappresentanza a chi critica, dati alla mano, il frutto di una lobby così potente da piegare al suo volere anche molti nostri politici locali. Tra questi i deputati Stefano Esposito e Mimmo Portas che dal caldo delle loro poltrone romane sentenziano ed accusano senza conoscere nulla di ciò che è avvenuto”.

“Da quello che dicono è chiaro che Esposito e Portas non si recano in Valle da anni, al punto da  non aver mai avuto consapevolezza della tante manifestazioni che hanno raccolto intorno alla bandiere No Tav migliaia e migliaia di cittadini”.

“Ricordo ancora che l’atto grave per la democrazia è non avere la possibilità di individuare tra le forze dell’ordine coloro che violano il loro giuramento verso la Costituzione menando fendenti che spesso cadono su persone innocenti e indifese”.

“L’ultimo paradosso è che lo Stato in Val Susa è rappresentato solo da quei cittadini e amministratori che si pongono a difesa del bene pubblico, opponendosi a uno sperpero di risorse quale è la Tav ”.

 

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L’Osservatorio Tecnico di Virano ha un difettino: non ha fondamento giuridico.

Scritto da juribossuto.it il 28 gennaio 2010

L’Osservatorio tecnico di Virano pare che abbia cambiato decisamente composizione e finalità, non aderendo più in alcun modo al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri varato il 1°marzo 2006. 

Malgrado questo il presidente Virano pare si appresti a raccogliere adesioni di sindaci e tecnici per poter recare a Roma, nelle prossime ore, un regalo di Natale fuori tempo: ossia il via libero alla progettazione vera e propria. 

Tale velocità nell’agire insospettisce in merito alle procedure, ed alle scelte, a cui oramai ci abitua la vicenda Torino Lione: atti avviati nella notte, le trivellazioni, e decisione prese in prassi inventate di minuto in minuto. 

La stessa scelta riguardante tecnici e loro indennità non pare derivare né da atti formali regionali e, tanto meno, da atti ad evidenza pubblica. 

Di questa affermazioni chiedo conferma alla Giunta regionale, poiché vorrei essere rassicurato sul non trovarmi di nuovo innanzi ad atti, provenienti dal fronte Si Tav, che di nuovo presentino le caratteristiche per essere definiti “pericolose Tav-Anate” .       

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Tav: è pronta per la pubblicazione l’ennesima pagina buia della storia italiana.

Scritto da juribossuto.it il 25 gennaio 2010

Nulla a che vedere i numeri, e le motivazioni, di coloro che hanno partecipato al Lingotto oggi, con i 40.000 reali di ieri a Susa. 

Se quella di ieri era una minoranza, a detta di Chiamparino, oggi allora abbiamo assistito al ritrovo di una piccolissima parte di piemontesi, tra cui molti “interessati” all’opera:  alcuni pare motivati da incentivi economici elargiti dai propri datori di lavoro, in questo, se confermato, si vede che Berlusconi ha fatto scuola anche nel PD. 

Soldi, sponsor, comode e calde sale hanno partorito un topolino, molto lontano dal logo coniato da Esposito & C. per celebrare l’occasione. 

Ritengo molto grave che le Istituzioni pubbliche alzino il tono dello scontro sino a dare di fatto  legittimazione a chi di notte incendia i presidi No Tav, ultimo quello di Borgone su cui si indaga, dove nei paraggi sono comparse scritte Si Tav, ed al contempo a chi censura le scritte No Tav sui monti simbolo della Valle stessa (atto rivendicato da Giovine Italia, ex Fronte,  molto lontana dagli ideali liberali di Mazzini).

Pare chiaro l’intento di aprire un nuovo clima di tensione, intento aiutato da chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica anziché indossare i panni del grande imprenditore. 

Virano ha preso parte ai lavori del Lingotto, abbandonando così definitivamente quel poco che gli era rimasto addosso di panni super partes: l’Europa, ricordo che ieri manifestazione analoghe a Susa si sono svolte in Francia e Spagna, conosca le cronache di queste ultime due giornate prima di elargire alla Tav anche solo un centesimo.        

  

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Osservatorio: troppe tav-anate, oggi caduta la maschera.

Scritto da juribossuto.it il 20 gennaio 2010

La giornata di oggi, contraddistinta dalle due cariche di polizia, unite alla mancata comunicazione dei sindaci in merito ai sondaggi in corso, rivela come tutta l’operazione, rivestita ufficialmente da un tono di condivisione e trasparenza da parte del’Osservatorio e di chi ha interesse a fare l’opera, dimostra la vera essenza: azione dai caratteri fortemente repressivi ed alquanto irresponsabili.

L’Osservatorio smette definitivamente i panni di tecnico super partes e indossa quelli di apparato repressivo. Non crediamo davvero più alle “tav-anate” di Virano. Sempre più torna il clima del 2005, ma altrettanto forte torna la risposta di una comunità più cha mai unita. Ci attiveremo per far arrivare anche in Europa la voce che l’opera non è condivisa.

 

 

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