Un invito ai sindacati: evitare guerre tra i precari.

4 Ottobre 2009

Stupisce il risalto negativo che è stato dato all’appello redatto dai precari dei gruppi regionali per avere un processo di stabilizzazione, legato all’emanazione di concorsi aperti a tutti e non riservati solo a loro. Proprio dalla condivisione della lotta che portò avanti 5 anni fa il compagno Contu nasce da una mia diffidenza derivante dallo stridere delle posizioni che le istituzioni e le organizzazioni sindacali hanno a fronte di fenomeni ben più iniqui su cui al contrario le prese di posizione sono positive.Ad esempio chiedo alla Cisl una coerenza per quanto riguarda l’assunzione di insegnanti di religione e la loro stabilizzazione all’interno di nidi e scuole materne: paradosso in cui personale nominato dalla Curia – quindi senza concorso – viene stabilizzato in ruoli in cui la materia religiosa dovrebbe avere nulla a che fare.Chiedo inoltre a Cgil e Uil un’attenta osservazione dei risultati derivanti dall’ultimo concorso pubblico, concorso ideato per stabilizzare i precari della Regione Piemonte, ma i cui risultati possono definirsi alquanto curiosi: parte dei precari non è entrata in graduatoria pur a fronte di buone prove, mentre in compenso è stata occasione di ingresso alla stabilizzazione regionale per staffisti degli assessorati su cui non discuto certo i requisiti. Allora coerenza vorrebbe il non innestare guerre assurde nel grande mondo del precariato e fermarsi a pensare prima di esternare posizioni cariche di significato negativo e valutando al contempo cosa realmente ed in quali termini, hanno chiesto i precari dei gruppi stessi; evitando così di cadere nel solito due pesi due misure.  Magari dalla stessa riflessione potrebbe risultare ingiusta l’assunzione dei maestri e meno peregrina, al contrario la richiesta di un concorso pubblico aperto avanzata dei precari dei gruppi consiliari.   


Insegnanti di religione: la cattolicissima Gelmini licenzia ed il comune assume a scapito dei soliti precari.

30 Settembre 2009

Tempo fa il gruppo consiliare regionale PRC ha depositato un’interrogazione (n.2847) in merito all’assunzione, da parte del comune di Torino, di insegnanti di religione, proposta dalla CISL e sostenuta da una parte della giunta torinese. A questa si affianca l’interpellanza che il gruppo comunale ha formalizzato in questi giorni. Auspico che dalle riunioni presenti, e prossime, tra la Città, ed i precari delle scuole ,materne e nido, siano utili a trovare una soluzione equa anche, soprattutto, per questi ultimi. Se le assunzioni diventassero attuali davvero, queste andrebbero in clamoroso contrasto con la massiccia presenza di precari che da anni, insieme agli altri lavoratori del settore, letteralmente sostengono le sorti del sistema scuole materne ed asili in Torino. Anteporre ai precari, perennemente in graduatoria ed utili più che mai all’occorrenza, insegnati che non hanno esperienza nel delicato settore dell’infanzia, ricordo che oramai per operare nelle scuole destinate ai piccoli è necessario idoneo titolo di laurea, credo sia azione errata oltre che ingiusta nei confronti degli altri lavoratori.A conferma si ricorda che gli insegnanti di religione non accedono alla cattedra mediante concorso pubblico, ma tramite segnalazione dell’arcivescovado locale: prassi che di fatto crea una sorta di corsia preferenziali, fornendo così il fianco a forti dubbi sulla legittimità giuridica e costituzionale della norma stessa, specialmente se una volta acquisito il ruolo, l’autorità ecclesiastica ritenesse di revocarne la nomina.Costruire corsie privilegiate, in questo caso a favore degli insegnanti di religione lasciati a casa dal cattolicissimo governo Berlusconi, a scapito di precari, che spesso convivono con l’assoluta assenza di speranza nel guardare al futuro con un po’ di serenità, significa solo spaccare e contrapporre il mondo degli insegnanti e dare corso, al contempo, ad una soluzione poco Cristiana.