La voglia di privato non si ferma davanti ai Referendum

15 Giugno 2011

 Il risultato del referendum del 12 e 13 giugno non ammette repliche nella sua chiarezza. I quesiti su cui si sono espressi i cittadini consegnano, alla politica, risposte che si sottraggono ad ogni tentativo di manipolazione: l’interpretazione non può che essere autentica togliendo fiato a chi, subdolamente, tenta strade creative a proprio comodo e somiglianza.

L’abrogazione referendaria delle norme inerenti il nucleare e la questione acqua è il frutto, l’unico possibile, di una volontà popolare espressa nella sola  modalità accettata dalla nostra Costituzione. Il SI è stato inciso a chiare lettere, quasi a fuoco, sulla data di decesso riguardante due privatizzazioni autoritariamente avviate dal governo: la distribuzione dell’acqua e la produzione energetica.

Il piano di privatizzazione dei servizi, trasversale politicamente ai due schieramenti, ha subito un duro colpo dal responso delle urne. Il business che si stava profilando all’orizzonte, dedicato ai gestori del bene essenziale acqua e del nucleare, è da considerarsi quindi annullato e non, come qualcuno inizia a sperare, solo rinviato. Da questo punto di vista preoccupano assai le prime dichiarazioni rilasciate dal dirigente PD Rosy Bindi, la quale parla di un voto che grazia le privatizzazioni ed affonda, al contempo, solo delle brutte leggi malfatte.

Un’affermazione preoccupante poiché apre ad una caparbia difesa di quanto affossato dagli elettori, uno sfregio a quel voto espresso nella cabina referendaria. Occorre quindi vigilare, non abbassare la guardia poiché la voglia di affari non appartiene solo ad una matrice politica berlusconiana, ma purtroppo anche alla casa cosiddetta democratica.

Del resto la decisione repentina di confermare la costruzione dei parcheggi sotterranei nei pressi della Gran Madre in Torino, tramite concessione ai privati, conferma la tendenza poco pubblica, nonché svilente verso chi ha firmato contro, dell’amministrazione di Fassino: tipica creatura politica del PD. Un segnale di come si possa fare a pezzi la volontà dei cittadini per obbedire al profitto di mercato.

 

  


Evviva i SI!!

14 Giugno 2011

Una vittoria strepitosa. 4 SI CHE RAPPRESENTANO UNO SCHIAFFONE AI POTENTATI ITALIANI E NON SOLO. E poi dicono che sappiamo dire solo dei NO :-)) Attenzione però…ieri su Rai 3 Rosy Bindi ha dichiarato che il referendum non è stato un no alle liberalizzazioni, ma solo ad una legge sull’acqua fatta male. Il PD non si smentisce per essere più liberal dei liberal!!!!!


Mappano: come dare uno schiaffo alla partecipazione popolare.

12 Novembre 2009

Mappano sembra destinata a rimanere in eterno una sorta di cittadina balcanizzata in cui, percorsi pochi metri, si passa da una frazione di un comune all’altro senza rendersene conto. 

Questo “bel” risultato non ripaga certo l’impegno messo in questi mesi dai comitati per Mappano comune, un impegno di cui è stata parte attiva anche Rifondazione Comunista e che ha visto anche l’adesione di alcuni consiglieri regionali.

Uno sforzo che aveva al tempo di record fatto produrre leggi e delibere regionali indirizzate tutte a poter esprimere un voto referendario per Mappano, previsto per domenica 15. Su tutto sono però caduti alcuni ricorsi indetti al Tar dai Sindaci a cui Mappano appartiene, i quali evidentemente non potevano ammettere di perdere gli introiti che quella martoriata frazione consegna ogni anno alle casse comunali. Morale: il Sindaco di Leinì Coral ha parzialmente vinto una battaglia dai toni deliranti, agganciandosi ad un cavillo grazie al quale non si andrà più votare. Più che una battaglia vinta mi pare l’ennesimo spreco di tempo e risorse pubbliche, questa volte imputabili ai comuni, ed uno schiaffo ben assestato a quella partecipazione popolare sempre troppo comodamente invocata.


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