Devo purtroppo prendere atto che faccio fatica a riconoscermi in questa Sinistra istituzionale. Dopo decenni in cui ho sperato che qualcosa si potesse cambiare in questo Paese, oggi constato che la mia caparbietà nell’illusione mi ha reso cieco innanzi agli eventi.

Da anni la Sinistra italiana ha dimostrato di non essere in grado di costruire un “Mondo nuovo”, oramai definito “possibile” solamente nei triti e ritriti slogan. Ogni sforzo è risultato vano, ogni sperimentazione politica è risultata inutile. Da una parte la Sinistra di governo, incapace oramai anche solo di sognare un cambiamento dei rapporti di forza tra le classi sociali, anzi spesso complice nel rafforzamento dei gruppi dominanti nel Paese; dall’altra quella cosiddetta radicale da tempo avviata in lotte interne di potere e micro scissioni tra i suoi dirigenti.

Il realismo pragmatico delle leggi Treu e delle privatizzazioni, che vigila sullo spread più che sul benessere della collettività, disputa il consenso elettorale contro l’impotenza di chi si rivolge solamente al passato dimostrando di non saper stare sul “qui ed ora” ma neppure di saper guardare al futuro. In tal modo ad un PD che si impegna a sottrarre le politiche liberali a chi ne è depositario da sempre, si contrappone un variegato mondo “comunista” che parla di partito di massa dall’alto del suo 1% (quando va bene) senza voler considerare quel che si muove burrascosamente attorno a se stesso. Ad unire i due blocchi la cultura individualista tipica di questi anni.

In occasione di queste elezioni regionali ho firmato l’appello per un invito, rivolto al soprattutto PD, ad un confronto con il programma della Sinistra sociale e politica: un modo per discutere nella, e della, Sinistra ampia. Immaginavo e temevo quale sarebbe stato il risultato ma tra speranza e disillusione ho preferito la prima. Mi è piaciuta l’idea di lanciare un sasso nello stagno dove però, come temevo, ho notato presto che le acque sono così fangose da non permettere al loro interno alcun movimento. Nulla è mutato a Sinistra sia nel maggior partito di governo che nel maggior partito di isolamento: niente di niente.

Giunti a questo punto lascio chi si candida a governare il Piemonte alla costruzione dei suoi programmi liberal destrosi (apri pista di un futuro inevitabile - temo - movimento filo fascista di popolo come già avvenuto in Francia, in Ungheria ed altri paesi nordici), e chi si mette in un angolo, “pieno di verità assolute”, all’auto annichilimento.

Non muto di una virgola le mie idee e le mie speranze ritrovandomi sempre più distante da chi è per il Tav, le privatizzazioni selvagge e la distruzione del lavoro (a tal proposito giudico demenziale ed in mala fede chi mi ha indicato quale sostenitore di Chiamparino) ma prendo al contempo atto che nessuno le rappresenta dimostrando anche capacità politica. Il mio voto alle Europee sarà alla lista Tsipras (sperando in un buon risultato di chi ritengo più vicino alle mie idee, quali Nicoletta Dosio e Nicolò Ollino) poiché frutto di un tentativo di unità. Mentre per le regionali si aprirà per me un nuovo capitolo.

Con ancora maggior forza, anche grazie all’esperienza maturata in questi cinque anni, mi batterò con tutte le mie forze per:

LAVORO- giungere, oltre all’estensione degli ammortizzatori sociali a chi oggi ne è sprovvisto, ad una riforma legislativa delle leggi inerenti la materia industria e lavoro. Il mio scopo è quello di ricondurre l’ente pubblico regionale ad “intromettersi “ nelle materie economiche con la strategia di tutelare occupazione e produzione  “buona” (art. 1 Costituzione). Promuoverò con forza le proposte di legge contro la delocalizzazione delle attività,  la ricostituzione di un ente di gestione pubblico per la riconversione industriale, il sostegno dell’imprenditoria giovanile in aree montane e depresse,  il legare gli aiuti alle imprese tutelando le piccole medie imprese etiche e perseguendo i cosiddetti “banditi”.

TRASPORTI- continuerò la lotta contro lo spreco e la devastazione del nefasto progetto TAV. Vigilerò sui risultati della privatizzazione delle ferrovie, limitandone i danni e al contempo favorendo processi di aiuto al trasporto pubblico al fine di portarlo ai livelli di una civiltà moderna, e quindi vicino alle esigenze dei pendolari. Vigilerò contro le opere infrastrutturali inutili, oltre alla Tav cito la Tangenziale est, per favorire quelle che promettono davvero soluzioni alla collettività favorendo il miglioramento della qualità  della vita dei cittadini.

SANITA’- sosterrò la nostra politica di difesa della “buona” sanità pubblica contrastando le speculazioni ai danni della salute dei cittadini. Favorirò le politiche corrette di tutela e miglioramento del sistema ospedaliero combattendo contro ogni tentativo di ridurre l’assistenza ad un apparato per pochi benestanti. Sosterrò ancora percorsi che vadano al riconoscimento delle proprietà terapeutiche in capo alla canapa.

ASSISTENZA- il mio impegno sarà tutto proteso alla salvaguardia del welfare, incrementando le attività di sostegno al reddito, ammortizzatori sociali, tutela dei disoccupati, sostegno alle famiglie con anziani a carico, tutela del sistema dell’assistenza domiciliare. Donne, anziani, giovani sono punti di forza della società e non di debolezza, come spesso si ama fare tra demagogia e parole vuote. Più nidi e più servizi legati alla mediazione familiare.

CULTURA-TURISMO- ritengo necessaria la massima trasparenza in merito alla gestione regionale dei due settori. Continuerò a lottare per la trasparenza massima delle erogazioni finanziare combattendo clientelismi e favoritismi al limite della legalità. Aiuterò i territori al fine di valorizzarne il patrimonio culturale, naturale e conseguentemente turistico.

DIRITTI- continuerò a battermi contro ogni forma di discriminazione, tutelando tutti coloro che sono perseguiti in seguito a quelle che vogliono essere dipinte quali loro differenze (che in realtà sono solo tali per stereotipi consegnati dall’ottusità all’umanità). Seguirò il sistema carcerario, sia quello storico che il neonato sistema amministrativo (CIE), mi impegnerò al fine che i valori della Resistenza e della Costituzione vengano rilanciati e difesi. Tutela piena del diritto al lavoro.

SOLDI PUBBLICI- PARTECIPATE- sosterrò con vigore le proposte inerenti i controlli sul sistema degli appalti e della gestione dei cantieri stessi, favorendo l’attivazione di commissioni di controllo consegnate ai cittadini; riproporrò leggi al fine di tagliare i costi ed i benefici della politica. Maggiori controlli sulle società partecipate e ritorno alle società a controllo pieno pubblico che garantiscono un maggior risparmio e massima efficienza (se non lasciate a se stesse).

CASA- sarò al fianco di chi proporrà iniziative di salvaguardia al diritto assoluto alla casa, quale diritto inalienabile ed imprescindibile.

SPORT- lotterò per uno sport democratico, pubblico, aperto al mondo delle associazioni ed ai giovani in situazioni di disagio. Sport quale terapia sociale.

AMIBIENTE- continuerà la mia attività anti nucleare e di contrasto al business dell’ambiente, ossia l’intreccio pericoloso tra politica ed affaristi che devastano il nostro patrimonio ambientale; caso concreto è sovente quello delle cave. Sosterrò le nuove energie, le limitazioni del consumo territoriale ed il riconoscimento di pari dignità agli animali. Porterò avanti la battaglia sulla gestione consapevole dei rifiuti.

BILANCIO- basta al grande, ed inutile, spreco di denaro pubblico derivante da pressioni esterne e potenti. Occorre un bilancio trasparente, partecipato ed indirizzato al bene della collettività,  del rilancio dei territori e dei cittadini. Proseguirò il contrasto assoluto alla politica, ai limiti dello “strozzinaggio”, di Equitalia.

POLIZIA LOCALE- ritengo che prevenzione e mediazione del conflitto siano le sole risposte vere al problema sicurezza. Continuerà la mia opera di appoggio alla polizia di prossimità.

AGRICOLTURA- è una risorsa da non relegare all’angolo. La tutela dei terreni agricoli dalle speculazioni aiuta l’agricoltura, a questo vanno affiancate politiche dirette ai giovani imprenditori ed a una coltivazione sana e di qualità.

UNIVERSITA’- DIRITTO ALLO STUDIO-  azzeramento dei cosiddetti buoni scuola e destinazione dei fondi alla scuola pubblica. Investimenti nella ricerca non solo diretti all’ industria, ma soprattutto all’ università, con lo scopo di mantenere in Piemonte i nostri ricercatori. Aumento delle sedi e del rapporto professori- studenti, sensibile incremento dei diritti e della partecipazione studentesca alla vita accademica, sostegno delle disciplina culturali spesso sacrificate a favore di principi legati al mercato.