Estratto intervento consiliare su vicenda Iran.

5 Luglio 2009

Anche io molto brevemente volevo giustificare il mio voto di presenza, che non è assolutamente una condivisione verso un regime oscurantista e teocratico, quale quello iraniano, dove le persone vengono impiccate con velocità inquietante. La parola “regime” già provoca un sentimento di condanna, ma quando, come spesso avviene, il regime si sostiene con la pena di morte, la condanna è senza alcun dubbio assoluta. Il regime che applica con facilità la pena di morte agli oppositori, il maltrattamento delle donne e dei soggetti deboli non porta assolutamente ad esprimere alcuna solidarietà. Allo stesso modo, ogni forma di repressione deve sempre essere condannata sia quando avviene in Italia - ricordo i fatti di Genova - sia all’estero. Pertanto questo ordine del giorno è condivisibile, ma sottolineo che la violenza deve essere sempre condannata: non si deve godere quando avviene fuori casa e dispiacersene quando accade a casa propria.Oltre al ricordo delle vittime e alla solidarietà nei loro confronti, chiedo di prestare attenzione ad appoggiare incondizionatamente leader come Mousavi e altri, che hanno ben poche differenze con il regime stesso che criticano. Stiamo molto attenti perché spesso e volentieri queste opposizioni ci portano a sposare posizioni che in futuro si possono rimpiangere. È avvenuto con il caso dell’Ucraina quando si affidò quel Paese ad un regime che, poi, la storia definì corrotto, con il quale noi, purtroppo, solidarizzammo: ricordiamocelo!Questo è il motivo del mio distinguo e, di conseguenza, anche del collega compagno Dalmasso.


CACCIA AI CLANDESTINI SUI MEZZI PUBBLICI A TORINO

7 Ottobre 2008

Il mio intervento in Consiglio Regionale. 

Sull’ordine dei lavori, con particolare riferimento alla richiesta del Consigliere Bossuto in merito all’organizzazione di un incontro della Giunta regionale con il Prefetto di Torino per chiarimenti relativamente ai recenti controlli, effettuati dalle Forze dell’Ordine, sui mezzi pubblici a carico di passeggeri extracomunitari     

Grazie, Presidente. Utilizzerò pochissimi minuti.Abbiamo letto tutti sui giornali di domenica - con un po’ di brivido da parte di alcuni, magari da parte di altri no - dell’abitudine ormai diffusa a Torino di fermare, in nome della sicurezza, i convogli tranviari, far chiudere le porte degli stessi e vedere le forze di Polizia entrare all’interno dei tram e controllare i passeggeri, ma non tutti, soprattutto il controllo diretto ai passeggeri extracomunitari riconoscibili per il colore della pelle o per i lineamenti somatici del viso.Abbiamo letto questi articoli e ci hanno un po’ sconvolto perché abbiamo notato che sono stati presi, dopo queste retate, anche richiedenti asilo.Arrivo al dunque della richiesta che avanziamo noi come Gruppo: noi vorremmo, se fosse possibile, che gli Assessori competenti in materia di immigrazione e di sicurezza (mi riferisco, quindi, all’Assessore Migliasso e all’Assessore Ricca) potessero avere un attimo di interlocuzione col Prefetto per capire se queste retate molto particolari, che ricordano quelle di un Paese occupato, siano in regola con le normative costituzionali ed anche con le normative di difesa dei diritti individuali delle persone, perché so che sono stati fermati anche dei cittadini extracomunitari in regola e che qualcuno addirittura ha detto: “Il biglietto l’ho pagato, lo giuro, e non capisco il perché di questa azione”.Quindi, va bene la sicurezza dei cittadini, per carità, però possibilmente nella non violazione dei diritti altrui. Ci piacerebbe che i due Assessori interloquissero con il Prefetto e, non dico oggi, ma magari martedì prossimo, relazionassero in Aula sull’idoneità di questa prassi ad essere conferme soprattutto al diritto costituzionale, cosa di cui qualche dubbio noi l’abbiamo. Grazie, Presidente.