Basso vercellese: una groviera velenosa

29 Settembre 2008

Nella giornata di sabato 27 i comitati che si riuniscono nel Movimento Valledora, hanno organizzato un tour nella zona compresa tra i comuni di Tronzano, Santhià, Borgo d’Ale ed Alice Castello.

Lo scenario che si è presentato innanzi ai miei occhi è stato sconvolgente: immensi terreni, una volta agricoli, trasformati in cave sterminate o discariche per rifiuti. L’area sembra una groviera velenosa e dannosa, dove si transita per voragini infinite e depositi di scarti cittadini.

Solo poche cascine resistono, tra cui una in particolare paga il suo legame con il territorio con disagi, immissioni di odori e presenza di gas in cantina e nel pozzo idrico. Una seconda, presso Santhià, sarà presto circondata da una cava che andrà a lambire anche l’autostrada.

Posso comprendere il business che trasforma milioni di metri cubi di cava in milioni di euro per qualcuno, ma questo non può giustificare la completa assenza di programmazione in cui il territorio è drammaticamente caduto, oltre ai danni sociali ed economici riservati alla popolazione.

Invito la Giunta a coordinare i vari settori che si occupano della materia (Ambiente, Bilancio, Territorio) al fine di crear regole più garantiste nella concessione, oggi indiscriminata, consegnate ai sempre più potenti, in assenza di regole autorevoli, cavatori .


«Ormai siamo alla vigilia dell’emergenza sanitaria»

10 Settembre 2008

Intervista su La Stampa di Gianni Giacomino

Qualche settimana fa, Yuri Bossuto, consigliere regionale di Rifondazione comunista, aveva presentato un interrogazione inerente la presenza di rifiuti abusivi in provincia. Presenza confermata dalle segnalazioni dei lettori de La Stampa.

È un problema grave?
Certo, perché da tempo si nota la pessima abitudine di utilizzare le piazzole di sosta a lato dei percorsi stradali quali aree rifiuti abusive: si inizia con un sacchetto per finire a mucchi ingestibili fatti di scarti organici e vecchi elettrodomestici.

Esiste un rimedio?
Il controllo del territorio, da parte di chi ne ha competenza, è cosa essenziale per evitarne il degrado unito al cattivo uso di spazi collettivi. È cosa buona conoscere il territorio che si amministra, come sindaco o responsabile della gestione di aree pubbliche, cosicché intervenire prontamente al primo segnale di cattivo uso dello stesso da parte di chicchessia.

Si rischia l’emergenza?
A forza di distrazione, carenza di fondi o semplice interpretazione restrittiva delle proprie competenze, siamo ora alla vigilia di una emergenza anche sanitaria.