Situazione scuola: tagli operatori scolastici, assunzioni insegnanti religione.

10 Luglio 2009

Sono numerose le preoccupazioni provenienti dal mondo lavorativo scolastico, dovute soprattutto all’incertezza generale maturata dalle scelte del Ministro Gelmini; tra queste si annovera la riduzione, di almeno due per scuola, degli operatori scolastici (sembra ne siano già stati tagliati 900)”.“A questo quadro si aggiunge l’assunzione di 21 insegnanti di religione da inserire nelle scuole materne e nei nidi torinesi. Si tratta di insegnanti spesso privi di titoli idonei all’insegnamenti in tali realtà educative, docenti soggetti ad assunzioni in origine decise dalla Curia cittadina, da cui dipendono gli insegnanti stessi. Queste assunzioni ledono i diritti acquisiti dalle educatrici in graduatoria da anni e destinate al precariato perenne”.

“Per questi motivi interrogo la Giunta Regionale per sapere quali iniziative abbia intrapreso per indurre il Governo a desistere da ogni azione di riduzione di organico nelle scuole del Piemonte; e quali iniziative possa intraprendere per tutelare le insegnanti in graduatoria, materne e nido i cui diritti sono seriamente intaccati dall’assunzione d’ufficio delle insegnanti di religione”.


CONTRIBUTI ALLE SCUOLE DI MONTAGNA, LA RISPOSTA DELLA REGIONE ALLA GELMINI

14 Ottobre 2008

Il mondo della scuola si sta mobilitando contro il decreto Gelmini e il progetto di legge Aprea (dal nome della deputata Pdl, presidente della Commissione Cultura).  I due testi, di cui il primo passato con la fiducia alla Camera, riportano la scuola indietro di molti anni. I principali punti critici sono il taglio di 87.000 docenti porterà a classi super-affollate e all’abolizione di fatto del tempo pieno. Con il maestro unico infatti ci saranno pomeriggi a pagamento. Il taglio di migliaia di ATA (amministrativi, tecnici ed ausiliari) avrà come conseguenza minor sicurezza e vigilanza e una difficile gestione della macchina amministrativa.  

Per gli insegnanti si punta all’eliminazione del contratto nazionale, concedendo aumenti di stipendi solo sulla base dei “punti” dati dal dirigente, saranno tagliate ore e verranno eliminate intere classi di concorso. Inoltre il pdl Aprea apre alla privatizzazione della scuola: i finanziamenti pubblici, in barba alla Costituzione, andranno sempre di più verso le private e il federalismo porterà alla regionalizzazione della scuola con conseguente disequità tra regione e regione. 

Studenti, insegnati e genitori non sono certo stati a guardare. Venerdì 10 sono scesi in piazza: 300.000 mila in tutta Italia, 40.000 a Torino, tantissime le iniziative sui territori. Da tempo non si ricordava una partecipazione così alta.  

Ma i danni di Gelmini&co continuano con il decreto legge 154. All’interno delle disposizione urgenti per il contenimento di regolazioni contabili con le autonomia locali si prevede infatti la riduzione delle istituzioni scolastiche sottodimensionate, con chiusura delle scuole con meno di 50 allievi ed accorpamento di quelle che non arrivano a 500 (300 se sono in montagna).

Nella nostra provincia le scuole interessate sarebbero 816 in Piemonte, di cui 258 in Provincia di Torino dislocate su decine di Comuni. Bastano questi dati per capire la gravità del decreto che intacca le peculiarità e le specificità delle scuole piccole e di montagna, presidi essenziali di coesione sociale e di identità del territorio e fattore determinante per evitare lo spopolamento delle valli. 

Un segnale positivo e che va in tutt’altra direzione giunge dalla Regione Piemonte che, in base alla legge sulla montagna del 1999 ed alla nuova legge sul diritto allo studio 2007, assegna contributi alle scuola di montagna per 1.016.000 euro. I contributi serviranno a sostenere, come già avvenuto negli anni passati, le situazioni di pluriclasse con l’aggiunta di personale docente, l’ampliamento dell’offerta formativa con progetti mirati e le scuole in criticità.


RIFORMA GELMINI, PIENO SOSTEGNO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 4 OTTOBRE – LA PRESIDENTE BRESSO SI IMPEGNI A PARTECIPARE

18 Settembre 2008

L’assemblea indetta da genitori di alunni ed insegnanti della scuola, che si è svolta ieri sera presso la GAM, ha rappresentato un importante momento, partecipato, di mobilitazione contro una riforma governativa del sistema scolastico che si annuncia quale ennesimo esempio di ritorno alla Restaurazione ottocentesca”.

 

“Il Ministro Gelmini, infatti, sembra determinato nel voler creare una scuola basata su distinzioni di censo e su scelte, educative e pedagogiche, lasciate alla mercé, al libero arbitrio, dei finanziatori privati”. 

“Riportare all’ordine del giorno, della cosiddetta “Riforma”, la cancellazione del tempo pieno unita a prospettive, dichiarate, di trasformazione della suola pubblica in fondazione privata, dove caso per caso si stabiliscono criteri gestionali e tasse di iscrizione, significa il contrario esatto dell’agire nel nome del benessere sociale e culturale del Paese: anzi siamo innanzi ad una proposta di legge che imita modelli ampiamente sperimentati, con pessimi risultati, nei secoli scorsi”.

“Ricordo che la riforma universitaria varata negli anni ’90, e caratterizzata da principi molto simili a quelli al varo oggi per la scuola, ha peggiorato l’offerta di studio, innalzato le tasse di iscrizione, diminuito contemporaneamente cultura e laureati”.

“Al peggio pare non esserci mai fine. Un peggio che deve essere contrastato nel nome del futuro delle giovani generazioni. Credo quindi giusto dare pieno sostegno alla manifestazione indetta a Torino il 4 ottobre prossimo, che vedrà genitori ed insegnanti sfilare insieme per ribadire la critica forte al disegno sciagurato composto dal ministro berlusconiano”.

In allegato il testo dell’ordine del giorno che ho presentato in Consiglio Regionale con il quale chiedo alla Presidente della Regione di partecipare alla manifestazione del 4 ottobre. 

 

OGGETTO: Riforma della Scuola.

 

Premesso che:il Governo, nella veste del Ministro alla Pubblica Istruzione, ha varato un progetto di riforma della scuola pubblica che prevede, tra le altre cose, il ritorno al maestro unico e tagli importanti al personale.

 

Preso atto che:

la proposta di legge governativa considera la possibilità per le scuole di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, comprendenti di consigli amministrativi anziché consigli di istituto.

 

Considerato che:

l’ipotesi in oggetto consegna ampi poteri arbitrari ai dirigenti scolastici, autorizzati ad assumere insegnanti fuori graduatoria ed, al contempo, a stabilire i costi di iscrizione nei diversi istituti di appartenenza.

 

Evidenziato che:

il taglio di personale ipotizzato colpirà, secondo alcune stime, 89.000 docenti insieme a 43.000 tecnici, incrementando così sia la precarietà lavorativa nel mondo della scuola che l’incertezza dei percorsi pedagogico culturali degli allievi.

 

Preso ancora atto che:

presto proposte simili investiranno anche il settore universitario e della scuola superiore.

 

 

 

Il Consiglio regionale,
invita la Presidente della Giunta:

 

Ø  a sostenere una posizione di netta e totale contrapposizione al progetto di legge in oggetto, presso la Conferenza Stato-Regioni;

Ø  a partecipare alla manifestazione indetta da genitori ed insegnanti per il prossimo 4 ottobre a Torino. 

 


SCUOLA, LA PROPOSTA DI GHIGLIA PUNTA ALLA GHETTIZZAZIONE DEI BAMBINI IMMIGRATI

29 Maggio 2008

La proposta di mozione presentata in Consiglio Comunale di Torino a firma di Agostino Ghiglia e altri è sconcertante. Inquietano le parole usate in un atto formale, termini che sembrano richiamare spettri di stampo xenofobo di cui credevo ci fossimo definitivamente liberati molti anni fa.

 

L’idea stessa di definire un limite percentuale alla composizione delle classi su base etnica contraddice la richiesta di attuazione di politiche di integrazione menzionata nella mozione stessa e, di fatto, punta alla ghettizzazione dei bambini immigrati.

 

Decisamente anomala è poi la richiesta di fornire alle direzioni didattiche un insegnate di sostegno ogni due bambini stranieri, ritenendo quindi gli stessi bisognosi di particolari forme di supporto di norma previste per soggetti svantaggiati. Una proposta del tutto inopportuna anche perché sarebbe molto più utile avere insegnanti di lingua e/o mediatori culturali ed inapplicabile visto che vi è carenza di insegnanti di supporto.

 

Ho l’impressione che la mozione voglia sollevare un polverone ed insista sul concetto di creare classi ad hoc per bambini stranieri separate da quelle dei bambini italiani. Un discorso pericoloso che però ben si inquadra con i gravissimi episodi di insofferenza verso gli stranieri degli ultimi giorni. Una mozione che rischia di gettare ulteriore benzina sul fuoco dell’intolleranza che dilaga spaventosamente nel nostro paese. Mentre il Presidente della Camera condanna senza reticenze un vecchio articolo di Almirante sulla razza, i suoi consiglieri sembrano andare in senso opposto.