Preoccupanti le dichiarazioni del Prefetto- sceriffo Padoin.

18 Novembre 2009

In questa città già caratterizzata da crisi industriale e disoccupazione ci mancava, per migliorare la drammatica situazione, un Prefetto-sceriffo dal pungo di ferro (come ben sottolinea il suo curriculum). L’idea che mi ha sempre portato a difender il ruolo delle Prefetture innanzi agli attacchi di chi, come la Lega, le voleva sopprimere, era legata a una visione che faceva delle stesse un importante organo di collegamento tra Stato e Enti Locali.

Oggi mi trovo nell’imbarazzo di ribadire la difesa dell’organo a causa di come l’attuale Prefetto ricopre quella funzione. Non si può che rimanere allibiti innanzi ad un funzionario di Governo che critica chi osa dare segni di consenso (nello specifico al Regio) a chi denuncia gli sgomberi. Ed ancora più preoccupato da chi, pagato con uno stipendio pubblico frutto delle tasse di tutti i cittadini, si permette di attaccare pesantemente la magistratura e dividere i torinesi in “buoni” e “cattivi”, annunciando imminenti azioni che esulano da ogni possibile trattativa. Tutto questo mi sembra sinceramente una sommatoria di atti gravemente irresponsabili che gettano la nostra città in un clima quasi “cileno”. 

Chi ha interesse davvero a chiudere gli occhi sul grave disagio giovanile che caratterizza Torino e prestare al contempo la massima attenzione alla rimozione di questi spazi aggregativi chiamati “centri sociali”? Non essendo ancora Ghiglia il sindaco di Torino la domanda rimane aperta. Mi appello ai sinceri anti-fascisti e ai militanti dei centri al massimo senso di responsabilità e attenzione. 


Scoperto l’arcano: è Ghiglia il vero sindaco di Torino!

15 Novembre 2009

Sono molto preoccupato per la polemica, che di giorno in giorno aumenta, in merito ai centri sociali torinesi, una preoccupazione legata anche al momento assolutamente pericoloso per la democrazia che il nostro Paese sta attraversando da tempo. Non si tratta del solito allarmismo, ma di mille segnali che ci portano ad un revisionismo storico senza precedenti. 

Così assistiamo al paradosso di comuni che promuovono spettacoli inneggianti i fondatori della micidiale, e fascistissima, X MAS; mentre nella centrale piazza San Carlo sabato 12 novembre tra bandiere nere e vessilli falsamente patriottici i neo fascisti di Casapound (ma l’apologia di fascismo è lecita?) volantinano  protetti da ingentissime forze dell’ordine.

 In questo contesto e con i problemi che vive Torino, costretta a vendere i suoi palazzi e gioielli, favorendo opere urbanistiche che fanno cassa svilendo, al contempo, la nostra Città, pare che il padre di tutti i problemi siano i centri sociali, realtà di aggregazione in un contesto istituzionale privo di vere politiche giovanili. Quindi sgomberare tutto sembra la soluzione, chiudere quegli spazi “liberi” pare l’unico atto che distinguerà questa Città prima delle regionali. Un programma più simile quello di Ghiglia che di una giunta di centro sinistra. Un atto che segna la resa agli slogans da tempo gridati dall’estrema destra.  


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