30 Giugno 2008
Da un’attenta lettura del protocollo emerge che più che il via ad un tracciato il documento indichi le linee per uno studio per un eventuale nuovo progetto. Di certo non si può parlare di un avvio della Tav.
Quest’ultima fase dei lavori dell’Osservatorio ha l’impronta di un’operazione mediatica e non di un’attività volta a fare chiarezza sulle importanti questioni in gioco. Al di là dei toni trionfalistici di queste ore rimane infatti un grosso nodo non risolto dall’Osservatorio: stabilire attraverso il rapporto costi/benefici quale sia la vera utilità di un’opera come questa. Certo è curioso il prendere atto di come si sia partiti da un unico dato - quello di dover fare la Tav a prescindere.
Le dichiarazioni del ministro Matteoli, che ora promette più treni ai pendolari con lo scopo di persuadere i comuni, aprono ad un’ipotesi inquietante: ossia che si contrabbandino diritti e buoni servizi in cambio di adesioni inizialmente forzate e che si possa mettere in discussione un’opera impegnativa di mediazione sul territorio paragonandola di fatto ad un enorme cavallo di Troia che entra festeggiato nelle mura degli assediati.
Rimangono quindi tutte le perplessità in merito all’opera e al percorso ultimo attuato.
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Scritto da juribossuto.it
17 Giugno 2008
Sinceramente riuscire ancora a capire qualcosa sul progetto Tav è impresa complicata e difficile. In questi anni abbiamo assistito al susseguirsi di svariate, ipotesi. Dal passaggio acclamato, a furor di sindaci, in Valle Sangone; all’ultima ipotesi di interramento della linea nel sottosuolo corrispondente in superficie alla strada ferrata storica.
L’Osservatorio Tecnico ha prodotto, all’inizio del suo lavoro, una ponderata critica al primo bizzarro e micidiale tracciato. Dopo molti mesi rimane però in sospeso un doppio quesito che pongo alle varie istituzioni. Da una parte la convinzione della follia economico-ambientale del mega tunnel di base, che rimane nelle ipotesi progettuali e su cui chiedo conferma per quanto concerne l’impatto anche sulle acque, e dall’altra la più grande domanda a cui nessuno ancora ha voluto rispondere: la Tav in Valle serve per i fini che da sempre vengono annunciati con un pizzico di populismo o, come credo, è solo un grande business per alcuni ed una illusione di progresso per altri?
Mi sarebbe piaciuto che un lavoro equilibrato, come quello inizialmente intrapreso dall’Osservatorio, avesse avuto il buon cuore di rispondere ai pesanti dubbi sopra espressi. Temo non accadrà
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Scritto da juribossuto.it